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Topics - Andrea

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A R E N A V I O L A / Il problema della Fiorentina
« il: Dicembre 02, 2008, 03:15:06 pm »
Analizziamo le partite dei viola, sia quelle fuori che quelle in casa.
Sempre si subisce le ripartenze dell'avversario.
La difesa sembra sempre in difficoltà e facilmente perforabile.
Secondo me il problema è il centrocampo che con Kuz, montolivo e felipe non copre
Serve Donadel o uno con le sue caratteristiche con Felipe, poi il terzo puo' essere kuz secondo me meglio di montolivo.
Montolivo è in continua involuzione, mai incisivo  e  determinante. Bisogna iniziare a vendere. Senno' si tengano tutti e ci invecchiano in mano!
Secondo me adesso la prima cosa da fare e' bilanciare la squadra, fuori montolivo e dentro donadel.
Portare Vargas avanti e pasqual in difesa.
Frey, comotto, pasqual, donadel, gamberini, dainelli, kuzmanovic, felipe, gilardino, mutu, vargas
 tamburini:


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Inserisco questo editoriale apparso oggi su Firenzeviola.it a firma stafano borgi , parla di Montolivo.
Sono considerazioni giuste e che secondo me meritano una discussione tra noi tifosi, leggete:


Riccardo Montolivo è un talento naturale. Riccardo Montolivo è una promessa del calcio italiano. Riccardo Montolivo è l'erede naturale di Pirlo, in nazionale. Riccardo Montolivo è l'erede naturale di Antognoni, nella Fiorentina. Riccardo Montolivo è un grande giocatore. Alt! Sull'ultima affermazione ci permettiamo di chiosare. Mentre, infatti, sulle precedenti sono tutti d'accordo, e per tutti intendiamo addetti ai lavori e gente del popolo (e si sa, vox populi vox veritatis), sulla definizione di grande giocatore, il buon Riccardo da Caravaggio se l'è suonata e cantata da solo. A domanda precisa di un giornalista: "Di te cosa pensi?" Montolo rispose testuale: "Che sono un grande giocatore". La differenza sta tutta qui, nella certezza e nell'ipoteticità di certe affermazioni.

 

Sgombriamo il campo dagli equivoci. Che Montolivo sia un talento naturale, nessun dubbio. Basta vederlo muovere, cambiare di passo, calciare, per ricevere l'imput del potenziale campione. Ma non basta, non è sufficiente. Le frasi successive, se ci fate caso, sono tutte improntate al futuro. Promessa (non realtà) del calcio italiano, erede (futuribile) ora di Pirlo, ora di Antognoni (e qui il delitto di lesa maestà è stato seriamente sfiorato). Frasi recanti fiducia, frasi di speranza miste ad incoraggiamento e sprone. L'unica affermazione certa, sicura (oltre che espressa ostentando sicumera) è la sua. Rileggiamola: "Sono un grande giocatore", se qualcuno ha dei dubbi (aggiungiamo noi)...affari suoi. Chi ha visto sabato sera la partita della nazionale avrà certamente notato il numero magico sulle spalle del centrocampista viola. Montolivo aveva il numero 10 (dieci). Pelè, Maradona, Platini, Zico...va bene abbiamo esagerato. Scendiamo allora nei confini nazionali...Rivera, Baggio, Mancini, Totti (e nessuno si scandalizzi perchè il "pupone" è un vero numero 10). Stringiamo ancora il cerchio, restiamo a Firenze... Montuori, De Sisti, Antognoni, Baggio, Rui Costa...qualcuno vede delle affinità?

 

E arriviamo così al senso del nostro titolo. Il quasi omonimo romanzo dello scrittore cecoslovacco Milan Kundera ("L'insostenibile leggerezza dell'essere") parla della leggerezza della vita (l'autore la definisce "unica") nella quale ciò che accade, accade una volta sola, ed è, di conseguenza, inutile che accada. La partita di Montolivo, a Sofia, contro la Bulgaria è stato un inno alla leggerezza, all'estemporaneità. Qualche timida iniziativa, qualche rara apertura, una buona percussione sulla sinistra nel secondo tempo, ma tanta, tanta leggerezza, quasi impalpabilità, come gli accadimenti della vita narrata da Kundera. L'accostamento può sembrare una forzatura letteraria, ma personalmente trovo quest'atteggiamento indisponente, sopratutto se rivestito della maglia numero 10. Certamente la posizione in campo alla quale lo ha sottoposto Lippi (atteggiamento tattico purtroppo adottato anche da Prandelli) non lo favorisce. Largo sulla sinistra, estraneo per lunghi tratti dal gioco, costretto perennemente a rientrare sul destro (il suo piede buono), ma vivaddio mai un'iniziativa, mai un sussulto, mai l'assumersi un rischio che possa caratterizzare la sua prova, che la possa elevare da un "aurea mediocritas". E intanto il tempo passa, Montolivo ha (già) 23 anni (quasi 24, è del gennaio dell'85) ed è inutile ricordare "chi e cosa" erano a quell'età Pelè, Maradona, ma anche Mancini, Baggio per non parlare di Antognoni. A quell'età "Antonio" era capitano della Fiorentina ed aveva già messo insieme 26 presenze in nazionale (quando in maglia azzurra si arrivava per meriti acquisiti e non per infortuni altrui). Detto questo, seguiamo anche noi il gregge e diciamo... il tempo lavora per Montolivo. Resta da stabilire se lavori a favore (leggi possibili margini di miglioramento) oppure a sfavore (più passa il tempo e più si cristallizza questa sua insulsa normalità). Il confine, seppur labile, è sempre più evidente.
Stefano Borgi

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A R E N A V I O L A / Colpo Almiron
« il: Agosto 06, 2008, 08:10:57 am »
Un'altra operazione condtta con grnde classe dl MAradona dei DS.
Prendere uno dei centrali di centrocampo piu' forti senza spendere unalira o quasi, è stata una cosa incredibile, una seconda mossa alla Mutu.
Almiron ha 28 anni, nei prossimi 4 darà il meglio di se, sono sicuro giocherà molto.
Il suo arrivo non deve passare inosservato, è un grande acquisto.


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A R E N A V I O L A / Ma icche' c'e' da criticare???
« il: Giugno 20, 2008, 05:29:41 pm »
A volte mi pare di vivere in un sogno.
Leggo critiche ingiustifcate e spratuto inutili e dannose.
Partiamo da un presupposto, la Fiorentina NON è la Juve, il Milan l'inter e nemmeno la Roma...e se si vuole nemmeno il Napoli.
Questa società sta' facendo miracoli, cn la competenza di Corvino e Prandelli stiamo al pari di società con maggioi risorse, e qualcuno va a cercare il pelo nell'uovo.
La squadra viene migliorata di anno in anno, non lo notate?

Mi domando icche' c'e' da criticare??? ma icche'?

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A R E N A V I O L A / Nessuno tocchi Santana
« il: Maggio 12, 2008, 06:48:52 am »
Nessuno tocchi Santana!
Riassumerei cosi' il mio pensiero sull'esterno argentino della Fioretina.
Ho festeggiato il suo acquisto, considero da sempre Santana il piu' forte esterno destro d'italia.
Uno dei pochi che salta l'uomo e mette la squadra in superiorità numerica, uno fa anche dei gol (6 quest'anno in una stagione maledetta pr lui).

Mi faceva male leggere critiche banali e sterili su di lui, come se dovesse sempre dimostrare senza tenere di conto delle condizioni fisiche e psicologiche. Santana venive da quasi dueanni di inattività ad intermittenza, continui recuperi e ricadute, dovuti a problemi determinanti per il suo gioco, problemi muscolari.
Lui gioca sulla velocità e sulla potenza esplosiva del suo dribbling, se il fisico non lo aiuta lo si espone a brutte fgure, ilmister o faceva smpre giocare comunque per recuperarlo, unico modo per fargli ritrovare la condizione. A sprazzi abbiamo visto il vero Santana e nele ultime gare è tornato lui. Ieri è stato immenso fino al 90'.
Abbiamo un titolare da Champions e quando Corvino si incazza lo fa anche perche' certi giornalisti pubblicamente influenzavano l'opinione pubblica contro santana, giudicandolo una buccia per le prestazioni non tenendo conto del perche'.

Teniamocelo stretto, questo è un campione.

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A R E N A V I O L A / L'erba del vicino...
« il: Marzo 24, 2008, 09:16:36 am »
Stà crescendo!
Cattivo, grintoso, forte fisicamente (no cade piu') e la butta dentro!
E' il nuovo Pazzini.  Sono diverse partite che il pazzo gioca bene e segna, e se giocasse nel Palermo o nella Samp staremo qui a sognarlo in viola.
Ha giocato poco e segnato 8 gol in A...se arriva a 12-14 è un'ottima base di partenza per la prossima stagione. Ma  Amauri senza rigori quanti ne ha fatti???
Le mie idee iniziano a confondersi e non sono mica tanto certo che serva un nuovo attaccante.

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A R E N A V I O L A / Per non dimenticare mai UGO
« il: Marzo 13, 2008, 08:30:49 pm »
Quando Ugo si dimise da presidente della Fiorentina  lo annuncio' in lacrime, un momento molto commovente e che ci fa capire ancora di piu' quanto Ugo Poggi amasse visceralmente la Fiorentina. GRAZIE UGO !!!
ASCOLTA L'AUDIO: http://www.tifonet.it/audiovideo/1752000D.rm

--------------di Andrea Capretti per firenzeviola.it---

Una vita all'ombra del giglio. Non poteva essere diversamente la vita di Ugo Poggi, fiorentino doc scomparso in queste ore, battuto da una lunga malattia. Un amore viscerale quello di Poggi per Firenze e la sua anima sportiva, iniziato in prima persona sui campi di calcio. Erano i tempi belli della Rondinella, squadra in cui cresceva la carica agonsitica di questo piccolo centrocampista destinato ad entrare nella storia e nei ricordi di molti fiorentini. Un'infanzia trascorsa a respirare l'aria di San Frediano, e la scintilla che scocca inevitabile per il pallone, anche nella sua particolare accezione del calcio in costume. Chiusa la carriera da atleta, Poggi e il mondo dello sport sono due metà dello stesso cielo che non posso essere tenute troppo distanti, nel giro di breve diventa presidente della 'sua' Rondinella. Uomo sincero, incapace di nascondersi dietro a etichette o formalismi la Fiorentina diventa è la sua nuova casa, sommando stagioni da consigliere e coordinatore del settore giovanile viola. Ugo Poggi vive di sentimenti veri, tanto che arriva il giorno in cui in nome dell'amicizia accetta l'incarico più doloroso della sua vita. L'amiciza è quella con la famiglia Cecchi gori, e il ruolo quello di presidente nella tormentata stagione 2002 che alla Fiorentina costerà la retrocessione in serie B. Soltanto due mesi a dirigere le vicende viola, ma neanche il suo carisma e il suo amore furono sufficenti per risollevare una barca con troppe falle per restare ancora a galla. Con le lacrime agli occhi, dimettendosi, pose fine alla presidenza più corta della storia gigliata. Firenze non lo aveva dimenticato però e Poggi diede sfogo all'altra sua anima da tifoso, quella bianca come i calcianti di San Frediano. A lungo punto di riferimento e garante assoluto di un calcio storico che dopo la sua uscita di scena ha vissuto un declino tale da arenarsi sulla sospensione dell'intera manifestazione. Addio Ugo, a quasi 80 anni Firenze perde il suo piccolo sincero pezzo di storia.[/img]

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A R E N A V I O L A / Con le unghie e con i denti
« il: Marzo 13, 2008, 07:12:54 am »
Stremati ma felici!
Una battaglia, non trovo altre parole per definire la partita di Liverpool.
Gli inglesi in casa si trasformano e solo chi non conosce il calcio inglese (4 nei quarti di Champions) poteva pensare che aver vinto 2-0  a Firenze significasse passaggio facile del turno.
Ci hanno aggredito, hanno tenuto per 120 minuti un ritmo altissimo, fuori da ogni norma (ma l'antidoping in uefa lo fanno=??) e i viola hanno subito e resistito fino alla fine perche' questa gara si giocava in due tempi e alla fine è finita 2-2 tanto per chiarire.
Ai rigori è venuta fuori la maggior classe dei nostri con Osvaldo che ha battuto un rigore da campione ma anche gli altri, soprattutto Pazzini che ha tirato il primo e piu' difficile è stato bravissimo.
Il PAzzo ha giocato benissimo, tenendo palla e facendo salire la squadra non posso dire altrettanto di Vieri, in divieto di sosta per tutto il primo tempo nel quale abbiamo giocato in 10.
Ha influito molto l'errore pacchiano di frey sul primo gol cha ha galvanizzato l'Everton.
In sostanza una grande prova di carattere che ci porta nei quarti, ottenuta conLE UNGHIE E CON I DENTI perche' nessuno ha mai mollato, il sogno continua: GRAZIE RAGAZZI !!!!

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A R E N A V I O L A / Uefa e campionato
« il: Febbraio 22, 2008, 06:56:43 pm »
Sento certe bischerate a giro...
Ora va di moda dire che è meglio arrivare in Champions  che vincere la Coppa Uefa. Una cosa assurda, la motivazione? cosi' si prende dei soldi...ma chi? noi tifosi?
Io tifo Fiorentina e di vittorie ne ho festeggiate poche...vincere l'Uefa sarebbe un SOGNO che nemmeno riesco ad immaginare.
Se non si arriva 4 e la società non prende i soldi a me che mi interessa? e non so a voi. Ma se si vince la Uefa godo come un riccio, senza contare che i nostri giocatori acquistano valore a livello internazionale

Una squadra gioca per vincere altrimenti il prossimo anno che diranno? che la champions distrae dal campionato e dunque meglio uscire??? mah...

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A R E N A V I O L A / "Pazzini, la pazienza dei tifosi sta per finire?"
« il: Ottobre 10, 2007, 06:47:38 am »
Dispiace dirlo ma Giampaolo Pazzini è in evidente difficoltà. Come sempre la colpa morì fanciulla e non sta a noi stabilire le responsabilità. FV lo chiede a voi tifosi: avete ancora fiducia in Pazzini oppure il bonus si sta per esaurire?

di Stefano Borgi
 
Fiducia a termine per Giampaolo Pazzini. Un gol con l’Empoli alla prima giornata e poi il buio. Qualche buona prestazione certo, tanto impegno, ma il “Pazzo” non riesce ad essere determinante nelle sorti della squadra viola. E in più, dietro di lui, c'è Vieri che dimostra di essere ancora un attaccante di razza, Osvaldo che scalpita, e Cacia (neoacquisto di gennaio) che sta bruciando le tappe per il suo ritorno in campo dopo il grave infortunio. E allora avanti con i dubbi: Pazzini è una prima oppure una seconda punta? E ancora, quanto questa situazione è colpa sua piuttosto che colpa della squadra che non lo assiste? Infine la domanda chiave: quanto tempo durerà ancora la pazienza dei tifosi? Sono alcune delle domande che girano intorno al talento di Pescia e Firenzeviola.it chiede ai propri lettori di esprimere la propria opinione. La potete inviare all’indirizzo mail: stefanoborgi@firenzeviola.it oppure andare direttamente sul forum di FV. Nei prossimi giorni tutte le opinioni ed i vostri commenti saranno pubblicati on-line.

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A R E N A V I O L A / Le tre Fiorentine di Prandelli, quale scegliete?
« il: Ottobre 02, 2007, 10:32:52 am »
Dove può arrivare questa Fiorentina? Senza Toni e con i nuovi acquisti, si è indebolita o rafforzata? Nel Forum di FV potrete esprimere la vostra opinione, inviandola all’indirizzo stefanoborgi@firenzeviola.it
Nei prossimi giorni tutti le opinioni ed i vostri commenti saranno visibili on-line.

Cesare Prandelli arriva a Firenze nel giugno 2005, dopo un lungo inseguimento operato dai Della Valle. Possiamo dire che il tecnico di Orzinuovi è il primo, vero, allenatore fortemente voluto dalla proprietà. Per vari motivi i suoi predecessori, dal primo in ordine di tempo ai tempi della Florentia Viola Pietro Vierchowod, a Cavasin, a Mondonico, a Buso, a Dino Zoff, erano tutte soluzioni temporanee, alcune di ripiego, altre di emergenza. In questi tre anni Prandelli ha messo in campo formazioni di buona qualità, composte da gregari, buoni giocatori, e anche qualche fuoriclasse. Fra questi ultimi sicuramente Luca Toni, Adrian Mutu, Sebastian Frey, più futuri campioncini in quantità industriale (Montolivo, Pazzini, Kuzmanovich, Osvaldo, Lupoli e mettiamoci anche Bojinov…). La costante è stata la continuità: non a caso la Fiorentina nelle precedenti due stagioni si è qualificata una volta quarta e l’altra terza (acquisendo così il diritto a disputare la Champions League, poi sfumata per i noti motivi), e anche quest’anno è lassù, al terzo posto ed aspetta la Juventus (ora seconda) per superarla e dare la caccia all’Inter capolista. E allora, Firenzeviola vi chiede: la squadra viola ce la può fare? e qual è la Fiorentina che scegliete fra le tre avute a disposizione da Prandelli? Per facilitarvi il compito vi proponiamo le formazioni tipo di questi anni e aspettiamo il vostro responso.

FIORENTINA 2005-2006, (4-4-2): Frey, Ujifalusi, Pasqual, Dainelli, Gamberini, Donadel, Brocchi, Fiore, Jorgensen, Pazzini (Bojinov), Toni.

FIORENTINA 2006-2007, (4-3-2-1): Frey, Ujifalusi, Pasqual, Dainelli, Gamberini, Donadel, Liverani, Montolivo (Blasi), Mutu, Jorgensen (Reginaldo), Toni.

FIORENTINA 2007-2008, (4-3-3): Frey, Ujifalusi, Pasqual, Dainelli, Gamberini, Donadel, Liverani, Montolivo, Santana (Semioli), Mutu, Pazzini.

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A R E N A V I O L A / Squadra incompleta e senza rincalzi in due ruoli
« il: Agosto 22, 2007, 02:48:35 pm »
Quanti di voi sono disposti a giocarsi lo stipendio su Pazzini?
E dietro a lui chi c'e'? Vieri. Quanti sono disposti a giocarsi lo stipendio su Vieri e sul suo completo recupero?
E chi è l'uomo che puo' fare la differenza davanti creando spazi e profondità? Santana. Quanti sono pronti a giocarsi lo stipendio sul completo recupero e sulla tenuta atletica di Santana?

Troppi se in questa squadra. Troppe scommesse. Non mi convince.
Eppure bastava poco. Un bel gruppo sul quale inserire un grande bomber  con potenza fisica e corsa (Elmander o Amauri) e un grande centrocampista di contrasto e di regia, uno che si inserisca anche in profondità e abbia il tiro da fuori area, Maniche ad esempio o Gilberto Silva, e se il tetto ingaggi e' basso che lo alzino :evil: .

Solo due pezzi, poi il contorno dei ragazzi.
Invece abbiamo preso il controno senza avere la ciccia.
Sono deluso e preoccupato se sono vere le parole dette da Corvino oggi ai campini che il mercato e' CHIUSO!!!

Per me serve un attaccante centrale e un centrocampista centrale

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A R E N A V I O L A / L'insostenibile LEGGEREZZA di PAzzini
« il: Maggio 07, 2007, 06:54:05 am »
di Stefano Borgi per firenzeviola.it

Tre conclusioni verso la porta rossonera, un assist (di testa) sul quale Reginaldo colpisce il palo, quattro scambi con Mutu, quattro i falli subiti e tanta, tanta buona volontà. Questi sono i numeri della partita di Giampaolo Pazzini che ieri a San Siro contro il Milan, ha sostituito per la seconda volta consecutiva Luca Toni al centro dell’attacco viola e per la seconda volta consecutiva non ha inciso sull’economia della partita. Giochiamo d’anticipo come farebbe un buon difensore e stoppiamo subito chi ci taccerà d’eccessivo criticismo verso il talento di Pescia: noi, e lo diciamo ad alta voce, siamo fra i più grandi sostenitori del “Pazzo” e anzi lo riteniamo già da ora superiore a Toni per tecnica individuale e colpo di testa, e in prospettiva pensiamo che diventerà un calciatore ancora più importante del bomber emiliano.

L’attualità però è quella che c’interessa, e questa ci dice che oggi Pazzini (specialmente in trasferta) non ha il “phisique du role” per sostituire Toni. Altra precisazione: Pazzini non è un fuscello, non è, per intendersi, un centravanti alla Inzaghi o alla Montella; Pazzini è ben di più; Pazzini può fungere da prima punta, eccome se lo può fare, ma non da solo, bensì affiancato da un altro attaccante che lo supporti e che possa interagire con lui (magari in un 4-4-2), scambiandosi ruoli e posizioni. Nei numeri che abbiamo dato all’inizio facciamo riferimento agli scambi con Mutu; sopratutto nel primo tempo il rumeno ha beneficiato del continuo movimento e della costante ricerca della profondità del “Pazzo” e lo ha trovato spesso con palloni filtranti; Mutu è però un anarchico, parte da sinistra per accentrarsi, lo vedi in mezzo e due secondi dopo va a crossare da destra per poi tornare sulla sua fascia di competenza…non può essere il partner di Pazzini; lo può supportare in coppia con un’attaccante di destra molto offensivo (il cagliaritano Suazo in un 4-2-3-1, ecco una possibile soluzione) ma non da seconda punta. Nelle dichiarazioni del dopo gara, fra l’altro, lo stesso giovane centravanti viola ha dichiarato che lui e Mutu stanno lavorando per costruire un’intesa proficua per il futuro ma tutto ciò non basta per assicurare peso e pericolosità all’attacco viola.
 
Peso…ecco la parola chiave. Si ha un bel dire che la Fiorentina deve cambiare gioco per favorire l’impiego come punta unica di Pazzini; alla resa dei conti però chi è il solo terminale d’attacco di una squadra deve lottare con due, a volte tre difensori avversari che certo non risparmiano colpi proibiti; e allora chi combatte lì in mezzo deve avere le spalle larghe in tutti i sensi, per darle e per riceverle. Questo, ne converrete, non è l’identikit di Pazzini che è buono, disponibile (l’ho visto personalmente passare ore a firmare autografi ai ragazzini), è gentile, educato, è il classico bravo ragazzo; talmente bravo e onesto che a metà primo tempo viene affrontato da Dida in uscita, lo evita e pur sbilanciato non cade, togliendo l’arbitro dall’impiccio di decidere se sarebbe stato rigore o meno. In sala stampa dirà che non voleva cadere nella simulazione con il rischio di una probabile squalifica; noi crediamo invece che Giampaolo non abbia dentro quella furbizia e/o malizia (attenzione non stiamo parlando di disonestà) che serve agli attaccanti per procurarsi qualche favore arbitrale. Il pelo sullo stomaco, quello manca a Pazzini; forse gli potrà crescere, fra qualche anno forse sarà lui a “picchiare” i difensori e non viceversa, ma la Fiorentina può aspettare? A chi chiede provocatoriamente dov’era (e com’era) Toni all’età di Pazzini rispondiamo…avete ragione, Toni all’età di Pazzini era un “signor nessuno” mentre Giampaolo è il titolare della nazionale under 21; e allora tocca a noi ora chiedere: Prandelli, nell’attesa, rivoluzionerà il suo modo di vedere il calcio per permetterne la crescita? E Pazzini manterrà le promesse e le premesse di campione che oggi lascia intravedere? Sono dubbi legittimi che ad una prima lettura possono apparire ingenerosi, ma che per il bene della causa viola (in fondo è quella che c’interessa veramente) vanno posti, fin da subito.

Per questo diciamo…salvate il centravanti Pazzini prima che qualcuno al Franchi si spazientisca e riversi su di lui i rimpianti per il Toni che non c’è; ed ecco perché, tornando al titolo d’apertura, definiamo “insostenibile” la leggerezza di Pazzini, perchè come cantava qualcuno…”La vita è adesso” e i Della Valle con Prandelli, dopo due anni passati a subire ingiustizie e danni economici, vorrebbero avviarsi alla cassa per raccogliere i primi, meritatissimi, risultati.

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A R E N A V I O L A / Quattro rinforzi per una grande Fiorentina
« il: Maggio 02, 2007, 02:12:24 pm »
di Tommaso Loreto - http://www.firenzeviola.it

Quattro acquisti di spessore, quattro giocatori importanti. A prescindere dalla destinazione, la partenza di Toni porterà nelle casse viola moneta fresca, contante, da girare immediamente sul mercato. Alla ricerca di due difensori, un centrocampista centrale e un'alternativa, sulla destra, quel Santana che tutti sperano di poter recuperare nella prossima stagione. Corvino monitora attentamente il mercato italiano e straniero senza far trapelare molto, ma alcune lievi indicazioni disegnano già quella che potrà essere la Fiorentina 2007/2008, quella che con grande probabilità tornerà a lottare su tre fronti: campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa.
Due difensori dicevamo, uno dei quali potrebbe essere Zapata. Giovane di grandi prospettive il difensore colombiano piace molto anche a Prandelli che lo piazzerebbe nel ruolo di centrale accanto a Gamberini. Nell'affare, che qualcuno ha già dato per chiuso, la Fiorentina dovrebbe anche strappare la proprietà totale di Pazienza, rinviando al mittente le rischieste per Reginaldo. In attesa di capire se resiste l'interesse per Canini, il Cagliari e Cellino arriveranno a Firenze il 13 maggio, restano intriganti almeno due piste estere. Quella portoghese con Pepe e Luisao, rispettivamente centrali del Porto e del Benfica, e quella francese con almeno uno dei due colossi del Lione, Caçapa e Cris, vicinissimi alla scelta gigliata. Ma sarà soprattutto a centrocampo che la Fiorentina cercherà di mettere a segno colpi pesanti. Per Ambrosini il Milan, attualmente, fa orecchie da mercante, anche per l'imminente impegno di Champions. Al secondo assalto, tuttavia, il dirigente viola potrebbe essere ben più convincente del e ultime occasioni e sfruttare il ritardo con il quale i rossoneri rimandano il discorso del rinnovo del centrocampista. In Germania, dove tutti aspettano il giorno definitivo per l'approdo di Toni a Monaco, e nello specifico ad Amburgo, gioca però il reale pallino del d.s. viola. Van Der Vaart, andato in rete nell'ultima sfida di campionato proprio contro il Bayern, è considerato il giocatore in grado di assicurare il salto di qualità all'intero reparto avanzato. Come preannunciato da Prandelli, del resto, la Fiorentina della prossima stagione dovrà cercare maggiormente l'accentramento degli esterni. Per favorire Pazzini, in soldoni, Mutu e Santana, sempre che l'argentino torni ai suoi livelli, dovranno spesso abbandonare le corsie esterne e tagliare al centro. E proprio in questa chiave tattiva Van Der Vaart sarebbe il giocatore ideale per consentire una manovra incisiva. Tutto, ovviamente, dipenderà dalla cessione di Toni. Che siano 18 o 20 i milioni di euro che entreranno in cassa, la Fiorentina potrà comunque disporre di un budget importante per piazzare colpi importanti, che possano rinforzare questa squadra e consentirle una nuova evoluzione.

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A R E N A V I O L A / Prandelli e la “debolezza” dei nervi distesi
« il: Aprile 20, 2007, 06:27:40 am »
di STEFANO BORGI www.stefanoborgi.it

Paradossalmente per Cesare Prandelli questo è il momento della stagione più difficile da gestire. C’è un detto popolare che parla di una “vecchia” e di un “bisognino” che la fa trottare e mai come questa volta il paragone ci sembra indicato per fotografare la Fiorentina 2006-2007; la vecchia è evidentemente la squadra viola, incanutita da sofferenze di ogni genere ed ingiustizie perpetrate senza pietà, per di più ricurva sotto il peso di una penalizzazione che a settembre era di – 19 e solo dopo pochi mesi è diventata di -15 (sempre però un fardello considerevole). Il bisognino era l’istinto di sopravvivenza, quell’afflato che la teneva in vita e la spingeva ad andare oltre ogni limite, sicuramente oltre le proprie possibilità; e la Fiorentina ha trottato, trottato, recuperando velocemente tutti gli avversari, guadagnando punti e la stima incondizionata dei propri tifosi, senza mai lamentarsi ma anzi, professando quell’umiltà necessaria per non accorgersi dell’impresa che si andava compiendo.

Tutto questo fino a domenica scorsa: contro il Siena la squadra viola ha mostrato la corda, ma ha vinto, soffrendo come non mai sotto un sole impietoso, ma portando a termine il traguardo che tutti le chiedevamo ad inizio stagione…la salvezza. Ebbene si, la Fiorentina da domenica scorsa, vincendo il derby toscano con il Siena è salva matematicamente. Ed ecco che la vecchia, dopo aver tanto trottato, spinta da quel maledetto bisognino, si sente di colpo in diritto di rallentare, se non proprio fermarsi, almeno rilassarsi quello si, per evitare il collasso. Il problema è che mancano ancora sette partite alla fine e la prima di queste, ieri sera a Parma, ci indica chiaramente che i nervi distesi di una squadra che ha raggiunto il proprio traguardo (che adesso sembra minimo ma che in partenza sembrava irraggiungibile) possono trasformarsi in una sottile forma di debolezza e non in un’auspicabile forza invincibile.

A questo punto entra in scena la figura di Prandelli, mister di grande sagacia tattica, umanità invidiabile, che adesso però si deve trasformare in fine psicologo per motivare un gruppo che si trova davanti ancora sei partite da disputare in apnea. Ci duole dirlo ma anche il tecnico di Orzinuovi, al Tardini, ci è sembrato in una certa confusione post-rilassatezza: dapprima l’esperimento Kuzmanovic, gettato nella mischia con appena mezz’ora nelle gambe in un Fiorentina – Torino di qualche mese fa; poi la girandola dei cambi con l’innesto di quattro punte nella speranza (vana) di raddrizzare un risultato ormai compromesso; gran finale poi con le dichiarazioni in sala stampa dove ha candidamente ammesso che la Fiorentina è in debito d’ossigeno, in precarie condizioni fisiche (“siamo in emergenza e contati”…a parte gli infortunati storici Santana e Donadel, il mister ha indicato come precari anche Liverani, Pazienza oltre un Toni chiaramente svuotato e forse mentalmente “distratto” n.d.r), e prostrata da una stagione vissuta con la “forza dei nervi contratti”. E allora il ritiro natalizio di Marbella che doveva dare linfa vitale fino a fine stagione? E una squadra complessivamente giovane che non avrebbe dovuto subire le alte temperature in virtù di una freschezza atletica superiore alla media? E il parco giovani messo a disposizione da Corvino a Prandelli, ricambi “ideali” per far riposare i titolari evidentemente spossati da una stagione massacrante?

A nostro parere quindi il problema è solo mentale e si riassume fondamentalmente nella mancanza di un obiettivo immediato; salvezza raggiunta dicevamo, Champions League irraggiungibile (e chi li prende Lazio e Milan?) e qualificazione UEFA ampiamente alla portata, anche se c’è l’Udinese da tenere d’occhio. Questo in definitiva il compito di Prandelli: inventarsi sei buoni motivi per affrontare le sei partite restanti senza cedere alla “debolezza” dei nervi distesi, quelli che hanno sconfitto, prima del Parma e di Giuseppe Rossi, la Fiorentina molle e irriconoscibile del Tardini.

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