Autore Topic: FAIR PLAY FINANZIARIO  (Letto 10124 volte)

alex1950

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #15 il: Maggio 15, 2013, 04:40:18 pm »
guarda francywlf che nessuno qua ha fatto chissà cosa, solo ho chiesto una spiegazione di come mai il mio post sul fairplay non andasse bene e non ho ricevuto risposta adeguata ma solo una riottosa disquisizione che ha stufato pure il pollo nel forno, tutto qui.
Io non sono qua per dare del cretino o incompetente a qualcuno, son qua per discutere di Fiorentina, squadra che tra l'altro per colpa di questo FPF ha bloccato tutti gli acquisti ben prima venisse messo in atto.
E' giusto o non è giusto l'FPF? Come può agire la dirigenza per fare che questo strumento divenga un'aiuto per la Viola invece che un problema?
Queste sono le domande a mio avviso che ci dobbiamo porre tutti per trovare una risposta esauriente.
l'unica cosa che ci può aiutare è aumentare gli introiti ( stadio di proprietà - cittadella - merchandising ) non vedo altre soluzioni


... oltre a cercare di qualificarci per l'Europa che conta, cioè per la coppa dalle ... larghe orecchie.
 
In linea di massima, se il FPF venisse applicato anche con qualche modifica sarebbe un bene per tutto il settore calcio, arrivato ormai a dei livelli a dir poco discutibili.
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Stavrogin

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #16 il: Maggio 15, 2013, 04:55:14 pm »
Esempio 1: perché il FPF (pur avendo intenti buoni e condivisibilissimi) è ingiusto o meglio non equo.

Una squadra compra una superstar a tantissimi soldi, indebitandosi; ma negli anni successivi il ritorno di questo investimento (grazie a diritti tv, merchandising, qualificazioni e vittorie etc) più che compensa la spesa iniziale. Il club ha fatto un investimento indebitandosi per l'anno in corso ma in modo del tutto sostenibile, e anzi redditizio, nel medio periodo. Ci hanno guadagnato tutti: il club che lo venduto, quello che lo ha comprato, il giocatore, i tifosi.
Col FPF non potrebbe succedere.



Esempio 2: perché il FPF non potrà mai ottenere il suo obiettivo.

Neymar attualmente appartiene al 55% al Santos e al 45% a un fondo di investimento.
Jay-Z (che, tra le varie attività, ha anche una società di gestione di artisti e atleti) pare voglia comprarsi Neymar.

Poniamo il caso (irrealistico, ma possibile), che Jay-Z compri Neymar per 75 milioni e lo dia in prestito a una squadra (p.e. il Real), perché il suo presidente o socio di maggioranza è in affari con lui e lo compensa in altri modi (magari indebitandosi) in altri business dove gli è lecito ==>
Real Madrid ottiene Neymar e nel suo bilancio il costo è di 0 euro. FPF a puttane.




Detto questo non voglio né posso, ovviamente, escludere che effettivamente il FPF verrà applicato davvero dalla prossima stagione, ma sicuramente su tali basi ci saranno un sacco di polemiche e ricorsi.
« Ultima modifica: Maggio 15, 2013, 04:57:40 pm da Stavrogin »
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Etrusco73

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #17 il: Maggio 15, 2013, 05:10:26 pm »
alex1950 ha scritto come sarebbe la regola "schietta":
3) Entrerà in vigore dal 2013/2014 ma prima ci sarà una fase transitoria (2012-15) che obbligherà i club ad essere virtuosi nella gestione finanziaria.
4) Nella fase transitoria i club potranno sforare al massimo di 45 milioni di euro; dal 2015 al 2017 solo di 30 milioni; dal 2018 il Fair play entrerà a pieno regime con l’obiettivo del pareggio di bilancio in un triennio.

Stavrogin  ha dimostrato in 3 secondi che la regola potrà essere aggirata.
Faccio un esempio io che credo calzi:  Una società esterna comprerà i servizi del calciatore (x es. la FabriFibraProduction  ;D)e lo girerà in prestito alla società calcistica richiedente, a quel punto il calciante non costerà più 100 mln da valutazione (C.Ronaldo) ma 25 mln a stagione (comprensivo di stipendio al giocatore + pagamento del servizio reso dalla società fornitrice dello sportivo). Il Real quindi non avrà problemi a scaricare "solo" 25 mln sulla propria gestione finanziaria annuale ed inoltre terrà CR7 per  tutti gli anni che desidererà come se lo avesse normalmente comprato.
In pratica cambierà il rapporto con la gestione del cartellino del giocatore ma non il valore.
Le regole sono fondamentali, sappiamo tutti che squadroni come Real e Barça devono le loro vittorie ad aiuti di Stato (o meglio gli aiuti sono stati dati sotto forma di defiscalizzazioni e terreni regalati), sappiamo tutti che l'Inghilterra campa grazie a Emiri e russi vari e proprio per contrastare questi la UEFA deve fare qualcosa e mettere dei paletti ma i paletti saranno aggirati come sempre....figuartevi se il Real vuole abdicare per fare posto alla Fiorentina e quando mai!

« Ultima modifica: Maggio 15, 2013, 05:42:21 pm da Etrusco73 »

Stavrogin

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #18 il: Maggio 15, 2013, 05:37:55 pm »
L'unica soluzione, secondo me, per portare un po' di equità finanziaria nel sistema calcio sarebbe (ma è veramente difficile) adottare il modello NBA.

Per chi (penso pochi) non la conoscesse: nella NBA (associazione di basket americana) vige un sistema per cui:
- Non esiste il concetto di "proprietà del cartellino" ma soltanto di diritto alle prestazioni del giocatore, che non sono oggetto di compravendita ma solo di scambio.
- Il contratto di un giocatore vale non solo per la squadra che lo firma, ma per l'intera NBA, per cui il suo stipendio gli deve essere corrisposto a prescindere dalla squadra per cui gioca. Esempio: il contratto di Carmelo Anthony, firmato con New York, gli assicura un certo stipendio, e se New York lo vorrà cedere (scambiare), il contratto resterà lo stesso (con la stessa scadenza e lo stesso stipendio) anche se sarà non più tra Carmelo e New York ma tra Carmelo e un'altra squadra.
- Esiste un accordo collettivo sui contratti per cui comunque gli stipendi devono porsi in certe fasce di importi (che dipendono per lo più dall'anzianità del giocatore nella lega).
- Esiste il salary cap, ovvero un tetto sull'importo complessivo degli stipendi dei giocatori in rosa, che è uguale per tutte le squadre. Si può sforarlo, ma con sanzioni pecuniarie (multe, salate, che la proprietà deve versare alla lega).
- L'acquisizione di nuovi giocatori avviene quindi o per scambi oppure, se i giocatori sono "nuovi" nella lega (ovvero arrivano dall'estero o dalle "giovanili" - i college), è gratuita, ed è regolata con un sistema di scelte (il Draft): ogni anno a fine stagione si fa una lista dei nuovi giocatori che vogliono entrare in lega, e le squadre li scelgono, a turno. Le prime a scegliere sono le squadre che si sono piazzate in fondo alla classifica, che quindi possono scegliere i più forti.

La combinazione di questi elementi (e di altri che per brevità non cito) fa sì che in teoria ci sia una certa equità "sportiva".
In realtà, se è vero che molto spesso in pochi anni un club "minore" riesce (tramite a scelte e scambi azzeccati) a costruire una squadra vincente, è anche vero che ci sono pur sempre delle squadre "più vincenti" e sono tipicamente quelle che possono contare su un bacino di tifosi maggiore e dunque di maggiori introiti che li consentono di sfondare il tetto salariale pagando le relative multe.
(Per questo ultimamente si sta pensando di rendere le multe ancora più salate).

Ora, ovviamente il sistema è così profondamente diverso che è quasi impossibile pensare di trasporlo nel calcio.
Ci sono degli aspetti che proprio non possono combaciare; per esempio, nella NBA non ci sono retrocessioni e promozioni, le squadre restano sempre le stesse, al massimo qualcuna cambia sede/nome oppure (raramente) se ne ammettono di nuove ("expansion").

Però secondo me qualche passo in quella direzione si potrebbe provare a farlo.
« Ultima modifica: Maggio 15, 2013, 05:44:55 pm da Stavrogin »
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alex1950

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #19 il: Maggio 15, 2013, 07:25:04 pm »
Esempio 1: perché il FPF (pur avendo intenti buoni e condivisibilissimi) è ingiusto o meglio non equo.

Una squadra compra una superstar a tantissimi soldi, indebitandosi; ma negli anni successivi il ritorno di questo investimento (grazie a diritti tv, merchandising, qualificazioni e vittorie etc) più che compensa la spesa iniziale. Il club ha fatto un investimento indebitandosi per l'anno in corso ma in modo del tutto sostenibile, e anzi redditizio, nel medio periodo. Ci hanno guadagnato tutti: il club che lo venduto, quello che lo ha comprato, il giocatore, i tifosi.
Col FPF non potrebbe succedere.



Esempio 2: perché il FPF non potrà mai ottenere il suo obiettivo.

Neymar attualmente appartiene al 55% al Santos e al 45% a un fondo di investimento.
Jay-Z (che, tra le varie attività, ha anche una società di gestione di artisti e atleti) pare voglia comprarsi Neymar.

Poniamo il caso (irrealistico, ma possibile), che Jay-Z compri Neymar per 75 milioni e lo dia in prestito a una squadra (p.e. il Real), perché il suo presidente o socio di maggioranza è in affari con lui e lo compensa in altri modi (magari indebitandosi) in altri business dove gli è lecito ==>
Real Madrid ottiene Neymar e nel suo bilancio il costo è di 0 euro. FPF a puttane.




Detto questo non voglio né posso, ovviamente, escludere che effettivamente il FPF verrà applicato davvero dalla prossima stagione, ma sicuramente su tali basi ci saranno un sacco di polemiche e ricorsi.

 
L'es. n. 1 cozza con la regola che dice:
4) Nella fase transitoria i club potranno sforare al massimo di 45 milioni di euro; dal 2015 al 2017 solo di 30 milioni; dal 2018 il Fair play entrerà a pieno regime con l’obiettivo del pareggio di bilancio in un triennio
 
L'es. n 2, può essere applicato (già a Palermo con l'affare Pastore mi sembra sia successa una cosa analoga), ma se il prezzo del giocatore viene spalmato/affittato un tanto all'anno, tale operazione la può fare qualsiasi club non solo i più titolati: in questo caso il rischio è a carico della società esterna. Dubito tuttavia che operazione del genere siano consentite e soprattutto convenienti.
 
Lo scoglio maggiore è come considerare gli sponsor, travestiti da investimenti della proprietà.
 
Adesso è tardi, ma su questo tema ci tornerò/torneremo prossimamente.
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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #20 il: Maggio 16, 2013, 09:46:21 am »
Ragà comunque non è che offendendovi avete più o meno ragione. Si può discutere anche in toni accesi e non essere d'accordo sulle cose (ci mancherebbe) ma andare oltre le linee non serve a portare la ragione dalla vostra parte...

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #21 il: Maggio 16, 2013, 10:49:45 am »
Esempio 1: perché il FPF (pur avendo intenti buoni e condivisibilissimi) è ingiusto o meglio non equo.

Una squadra compra una superstar a tantissimi soldi, indebitandosi; ma negli anni successivi il ritorno di questo investimento (grazie a diritti tv, merchandising, qualificazioni e vittorie etc) più che compensa la spesa iniziale. Il club ha fatto un investimento indebitandosi per l'anno in corso ma in modo del tutto sostenibile, e anzi redditizio, nel medio periodo. Ci hanno guadagnato tutti: il club che lo venduto, quello che lo ha comprato, il giocatore, i tifosi.
Col FPF non potrebbe succedere.



Esempio 2: perché il FPF non potrà mai ottenere il suo obiettivo.

Neymar attualmente appartiene al 55% al Santos e al 45% a un fondo di investimento.
Jay-Z (che, tra le varie attività, ha anche una società di gestione di artisti e atleti) pare voglia comprarsi Neymar.

Poniamo il caso (irrealistico, ma possibile), che Jay-Z compri Neymar per 75 milioni e lo dia in prestito a una squadra (p.e. il Real), perché il suo presidente o socio di maggioranza è in affari con lui e lo compensa in altri modi (magari indebitandosi) in altri business dove gli è lecito ==>
Real Madrid ottiene Neymar e nel suo bilancio il costo è di 0 euro. FPF a puttane.




Detto questo non voglio né posso, ovviamente, escludere che effettivamente il FPF verrà applicato davvero dalla prossima stagione, ma sicuramente su tali basi ci saranno un sacco di polemiche e ricorsi.

 
L'es. n. 1 cozza con la regola che dice:
4) Nella fase transitoria i club potranno sforare al massimo di 45 milioni di euro; dal 2015 al 2017 solo di 30 milioni; dal 2018 il Fair play entrerà a pieno regime con l’obiettivo del pareggio di bilancio in un triennio
 
L'es. n 2, può essere applicato (già a Palermo con l'affare Pastore mi sembra sia successa una cosa analoga), ma se il prezzo del giocatore viene spalmato/affittato un tanto all'anno, tale operazione la può fare qualsiasi club non solo i più titolati: in questo caso il rischio è a carico della società esterna. Dubito tuttavia che operazione del genere siano consentite e soprattutto convenienti.
 
Lo scoglio maggiore è come considerare gli sponsor, travestiti da investimenti della proprietà.
 
Adesso è tardi, ma su questo tema ci tornerò/torneremo prossimamente.

Sì appunto, l'esempio 1 era proprio per dire che il FPF è, in linea teorica, ingiusto, proprio perché vieterebbe dei comportamenti che possono essere anche virtuosi.
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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #22 il: Maggio 16, 2013, 11:51:41 am »
Secondo voi quanto vale la Fiorentina ?
Se voi foste uno sponsor, quanto pensate che varrebbe investire (in termini di mln di €) sulla Fiorentina, quale veicolo di ritorno d'immagine, sia a livello italiano, che europeo/mondiale ?
 
PS. non è curiosità semplice.
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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #23 il: Maggio 16, 2013, 11:54:31 am »
Secondo voi quanto vale la Fiorentina ?
Se voi foste uno sponsor, quanto pensate che varrebbe investire (in termini di mln di €) sulla Fiorentina, quale veicolo di ritorno d'immagine, sia a livello italiano, che europeo/mondiale ?
 
PS. non è curiosità semplice.

"Quanto vale" nel senso di quanto sareste disposti a spendere per comprarla?
Oppure quanto paghereste all'anno per essere il main sponsor commerciale?
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alex1950

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #24 il: Maggio 16, 2013, 01:21:51 pm »
La seconda che hai scritto.
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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #25 il: Maggio 16, 2013, 02:17:24 pm »
Il valore complessivo della Fiorentina intesa come parco giocatori è di circa 158.000.000 €.
Il marchio Fiorentina invece vale intorno ai 50.000.000 €.

nedo

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #26 il: Maggio 16, 2013, 04:01:49 pm »
Queste le regole principali:
 
1) Per partecipare alle coppe bisognerà essere in regola con il Fair play finanziario che si aggiunge alle licenze Uefa.

2) Il Fair play obbligherà i club a non spendere più di quanto ricavano.

3) Entrerà in vigore dal 2013/2014 ma prima ci sarà una fase transitoria (2012-15) che obbligherà i club ad essere virtuosi nella gestione finanziaria.

4) Nella fase transitoria i club potranno sforare al massimo di 45 milioni di euro; dal 2015 al 2017 solo di 30 milioni; dal 2018 il Fair play entrerà a pieno regime con l’obiettivo del pareggio di bilancio in un triennio.

5)
Il calcolo del deficit di bilancio terrà conto del tipo di spesa: non saranno considerate passività le spese per lo stadio, gli investimenti per il settore giovanile, i progetti sociali.

6) Si potrà ripianare il deficit - nella fase transitoria - con un aumento di capitale o una donazione, non con un prestito.

7) Un panel di esperti vigilerà sul rispetto delle regole e, in caso di violazioni, istruirà un procedimento che si concluderà alla Disciplinare Uefa.

8) La disciplinare Uefa potrà infliggere sanzioni ai club inadempienti: dall’ammenda alla penalizzazione di punti, fino all’esclusione dal torneo.

9) Il regolamento del Fair play andrà ad integrare quello delle licenze Uefa.

10) Il Fair play sarà approvato a maggio dall’Esecutivo Uefa.

Ed è allo studio, sempre per il contenimento dei costi, l'introduzione (dal 2013?) di un numero massimo di giocatori (25) da poter avere in rosa anche in campionato, così come è ora per le coppe.

Le date prendetele con beneficio d'inventario.
 
Per il resto cerchiamo di non andare sul personale, ognuno esprima le proprie opinioni con il massimo rispetto dovuto, è uno dei punti di forza di questo forum, cerchiamo di mantenerlo tale.


salute a tutti,
mi inserisco in questo post perchè trovo l'argomento interessante e forse è l'unica possibilità che abbiamo noi viola di tornare a vedere vincere uno scudetto da parte della nostra squadra.

Premetto che sono "naturalmente" scettico perchè chi ha l'osso in bocca non se lo lascerà togliere  e  di conseguenza penso che assisteremo alla solita storia del "fatta la legge trovato l'inganno".
Leggendo le disposizioni riportate sopra ho alcune osservazioni da fare:

2) Il Fair play obbligherà i club a non spendere più di quanto ricavano.

5)[/i][/b] Il calcolo del deficit di bilancio terrà conto del tipo di spesa: non saranno considerate passività le spese per lo stadio, gli investimenti per il settore giovanile, i progetti sociali.

6)[/b] Si potrà ripianare il deficit - nella fase transitoria - con un aumento di capitale o una donazione, non con un prestito.[/b]


La lettura congiunta di questi tre punti mi fa pensare che, per il calcolo del deficit dal lato dei ricavi "vale tutto" per cui qualsiasi "ricavo" si riesca ad attivare entra a far parte del conteggio.
Dal lato dei costi invece non vengono conteggiate le quote di ammortamento degli investimenti o delle manutenzioni (anche ordinarie), i costi (tutti???) per il settore giovanile, i costi (tutti???) per i progetti sociali.
Infine per ripianare l'eventuale deficit non si potrà indebitare la società ma dovranno sopperire i soci con le risorse proprie o ricapitalizzando (aumentando il capitale sociale posto a garanzia della società, in caso di fallimento le quote sociali sono perdute) o eventuali "donatori".

I lati deboli della questione già così sono abbastanza evidenti:
dal lato dei ricavi i proventi da sponsorizzazione, pubblicità etc potrebbero permettere ampiamente di espandere la capacità di spesa della società. Milan e Mediaset per buttare lì un esempio semplice potrebbero certamente (sempre ammettendo che Mediaset sia in ottima salute ovvio...) operare per "gonfiare" un po' i ricavi del Milan.
Dal lato dei costi la norma Uefa occorre che sia più precisa nell'individuare quelli che non vengono conteggiati. Se nei costi per gli impianti (stadio) si include genericamente qualsiasi cosa comprese i costi diciamo "ordinari" è un conto, se si intende solo le quote di ammortamento per gli investimenti in conto capitale è un altro. Lo stesso riguarda il settore giovanile: una cosa è investire soldi in strutture per le giovanili (campi, palestre, macchinari...), una cosa è inserire nel conteggio anche, che so, il costo degli istruttori/allenatori, il costo dello scouting. Per non parlare poi dei "progetti sociali" che è molto ma molto vago.

Messa così, semplicemente così, mi pare che ci siano tutti i presupposti perchè nulla realmente cambi. Mi auguro che in realtà la uefa riesca  a dettagliare approfonditamente le singole voci dei costi, altrimenti il fairplay finanziario sarà solo l'ennesima demagogica crociata persa.

« Ultima modifica: Maggio 16, 2013, 04:05:22 pm da nedo »

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #27 il: Maggio 16, 2013, 04:26:42 pm »
Benvenuto nedo sul forum.
Per quanto concerne ciò che hai evidenziato pure tu rigiuardo le regole del 'FPF è evidente infatti che ci siano dei vuoti giuridici di non poco conto ed infatti le magagne evidenti sono proprio quell riguardo a come "vedere" il merchandising, la gestione giovanili, pubblicità etc etc. Oltretutto potrebbero nascere delle società extra calcistiche che comprano i servizi dei calciatori per poi girare questi alle squadre, con un affitto annuale, così facendo abbatterebbero dei costi fissi annuali o meglio riuscirebbero a diluirli nel tempo. Naturalmente potrebbero anche essere i calciatori che una volta terminato un contratto di più anni, si offrono le proprie prestazioni a coloro i quali sono disposti a pagargli annualmente un prezzo che comprenda anche la parte maturata del cartellino. Insomma, ci sono mille possibilità per aggirare (o per essere raggirati) con questo FPF, di sicuro sarà interessante la sua evoluzione.


CHEM

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Re:FAIR PLAY FINANZIARIO
« Risposta #28 il: Maggio 16, 2013, 08:24:03 pm »
Queste le regole principali:
 
1) Per partecipare alle coppe bisognerà essere in regola con il Fair play finanziario che si aggiunge alle licenze Uefa.

2) Il Fair play obbligherà i club a non spendere più di quanto ricavano.

3) Entrerà in vigore dal 2013/2014 ma prima ci sarà una fase transitoria (2012-15) che obbligherà i club ad essere virtuosi nella gestione finanziaria.

4) Nella fase transitoria i club potranno sforare al massimo di 45 milioni di euro; dal 2015 al 2017 solo di 30 milioni; dal 2018 il Fair play entrerà a pieno regime con l’obiettivo del pareggio di bilancio in un triennio.

5)
Il calcolo del deficit di bilancio terrà conto del tipo di spesa: non saranno considerate passività le spese per lo stadio, gli investimenti per il settore giovanile, i progetti sociali.

6) Si potrà ripianare il deficit - nella fase transitoria - con un aumento di capitale o una donazione, non con un prestito.

7) Un panel di esperti vigilerà sul rispetto delle regole e, in caso di violazioni, istruirà un procedimento che si concluderà alla Disciplinare Uefa.

8) La disciplinare Uefa potrà infliggere sanzioni ai club inadempienti: dall’ammenda alla penalizzazione di punti, fino all’esclusione dal torneo.

9) Il regolamento del Fair play andrà ad integrare quello delle licenze Uefa.

10) Il Fair play sarà approvato a maggio dall’Esecutivo Uefa.

Ed è allo studio, sempre per il contenimento dei costi, l'introduzione (dal 2013?) di un numero massimo di giocatori (25) da poter avere in rosa anche in campionato, così come è ora per le coppe.

Le date prendetele con beneficio d'inventario.
 
Per il resto cerchiamo di non andare sul personale, ognuno esprima le proprie opinioni con il massimo rispetto dovuto, è uno dei punti di forza di questo forum, cerchiamo di mantenerlo tale.

Il punto 2 lo scavalchi con un nulla, basta che l'arabo di turno faccia figurare uno sponsor fittizio che cacci i soldi e il gioco è fatto (vedi punto 6).
La testa pesa più delle gambe.

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« Risposta #29 il: Maggio 23, 2013, 01:16:46 pm »
Il dietro-front di Pizarro, le voglie di Jovetic e del suo procuratore (idem per Lajic) il prolungamento del contratto di Montella che si fa aspettare, l'aumentato valore di gran parte dei giocatori viola che suscitano/susciteranno l'appetito delle big italiane ed europee (penso a Cuadrado, a B.Valero, a Gonzalo e ad altri) sono
 
                                          il rovescio della medaglia di uno stesso problema:
 
le risorse finanziarie, gli introiti economici, i quaìni (come dicono a Livorno).
A maggior ragione se entrerà a regime questo benedetto fair-play-finanziario. Di questo abbiamo tempo fino al preliminare di EL per ragionare, disquisire, confrontarci.
 
Ma quello di cui non sento parlare dagli addetti ai lavori (società, politici, media) è:
 
come si fa ad alzare la quota ricavi di una società di medie dimensioni che ambisce ad essere grande come la Fiorentina ? Con il FPF i soldi non si trovano, automaticamente, sotto l'albero.
 
Perchè, è inevitabile che il giocatore XXXYYYJJJ dopo una stagione di altissimo livello alzi le proprie ambizioni e le proprie richieste economiche, è una normale legge di mercato.  Un anno lo puoi tenere con la promessa che lo liberi l'anno successivo e potrebbe essere anche la soluzione di autofinanziarsi ogni anno.
 
Ma, mi chiedo, sono cinque anni che si parla stadio/cittadella/ricavi alternativi, ma, se mi giro intorno, vedo che l'idea l'hanno elaborata anche le altre società, alcune sono già ai progetti di fattibilità, e noi .... ?
 
Noi siamo sempre alle chiacchiere, ai discorsi ....
Sarà mai possibile non decidere mai !
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