Autore Topic: LE SCELTE DI DIEGO  (Letto 2797 volte)

alex1950

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LE SCELTE DI DIEGO
« il: Aprile 27, 2016, 01:43:01 pm »
Dicono che sia distaccato dalle vicende calcistiche viola e fiorentine.
Chissà se è così, ma, di fatto, non c'è decisione che non passi dalla sua scrivania ...mi ricorda, in piccolo, quello che faceva Cuccia dentro le segrete stanze di Mediobanca, in ambiti politico-economico-finanziari qualche lustro fa.

Quindi, lo faccia malvolentieri o viceversa, prossimamente dovrà prendere delle decisioni su alcune cose, che per adesso, elenco cronologicamente, ma che poi, anche col vostro aiuto, analizzeremo, se vorrete, punto su punto.

1- struttura societaria, troppi cuochi nella cucina ..da Pradè ad Angeloni, da Pereira a ..Ramadani, da Cognigni al fratello Andrea, da Rogg a Baiesi, da Mencucci a Limatola. Non è possibile fare figure come quelle fatte per Salah, Benalouane (solo per restare alle più eclatanti, ma ce ne sarebbero tante), Urge decidere entro breve.

2- struttura tecnica, ormai è acclarato che anche con questo allenatore non c'è feeling, le ambizioni marchigiane non coincidono con quelle portoghesi, ogni traccheggiamento su questo argomento sarebbe deleterio, soprattutto se la squadra si qualificherà come 6^ alla prossima EL.

3- stadio e cittadella; anche qui non si può più tergiversare, tutte le variabili sul tema sono sul tavolo, entro dicembre, massimo entro l'annata calcistica prossima deve arrivare o un SI' oppure un NO, non ci soono altre alternative, la politica del rimando è (dovrebbe essere) finita.

4- bilanci e fpf; la scelta forse primaria dalle parti di Casette d'Ete, dalle tentazione di mollare e vendere tutto, uscendo dal mondo del calcio (e dal binomio Tod's-Firenze) alle opportunità di rilanciare e dover tirar fuori altri soldi (campagne acquisti e cittadella compresi) Il che passa anche dalla conferma o meno di Sousa, perché tale scelta comporta delle conseguenze che vanno ad intersecarsi col portafoglio.

Scelte difficili, sicuramente, ma non più dilazionabili.
Diego, solo lui, può e deve dirci quello che ha intenzione di fare.

..hanno undici maglie viola, il colore più bello che c'è ..

Stavrogin

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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #1 il: Aprile 27, 2016, 02:04:49 pm »
Vado per punti:

Citazione
1- struttura societaria, troppi cuochi nella cucina ..da Pradè ad Angeloni, da Pereira a ..Ramadani, da Cognigni al fratello Andrea, da Rogg a Baiesi, da Mencucci a Limatola. Non è possibile fare figure come quelle fatte per Salah, Benalouane (solo per restare alle più eclatanti, ma ce ne sarebbero tante), Urge decidere entro breve.
Concordo con te, penso che qui dentro siamo tutti d'accordo sulla necessità.
Per me la chiave non è tanto snellire la struttura ma soprattutto definire aree di competenza chiare e inderogabili.
Mi può anche andar bene che ci sia l'ex AD della Puma come DG (per quanto di hulo abbia la faccia). Ma costui non deve minimamente e dico minimamente avere voci in capitolo sul calciomercato e le cose tecniche in generale.
Mi va bene che ci sia un DT e dei consulenti/osservatori. Ma le operazioni di mercato in ultima istanza deve deciderle il DS, lui e solo lui.
Eccetera.


Citazione
2- struttura tecnica, ormai è acclarato che anche con questo allenatore non c'è feeling, le ambizioni marchigiane non coincidono con quelle portoghesi, ogni traccheggiamento su questo argomento sarebbe deleterio, soprattutto se la squadra si qualificherà come 6^ alla prossima EL.

Non sono così certo che sia così. Più che altro penso che la questione sia legata a quella precedente. Se restano questi dirigenti, si cambia allenatore. Se no, Sousa potrebbe anche continuare. Come ha scritto franci nel thread sul mercato, temo anche io che se ancora adesso, a fine aprile, dopo le vicende RIDICOLE e PENOSE delle ultime sessioni, Rogg & Co sono alle loro scrivanie, forse il padrone è contento così.

Citazione
3- stadio e cittadella; anche qui non si può più tergiversare, tutte le variabili sul tema sono sul tavolo, entro dicembre, massimo entro l'annata calcistica prossima deve arrivare o un SI' oppure un NO, non ci soono altre alternative, la politica del rimando è (dovrebbe essere) finita.

Qui purtroppo la questione è tanto importante (probabilmente decisiva per l'era DV della Fiorentina) quanto nebulosa agli occhi di noi tifosi. Ormai ho deciso di ridurre al minimo necessario le speculazioni, limitandomi a prendere atto dei comunicati ufficiali.

Citazione
4- bilanci e fpf; la scelta forse primaria dalle parti di Casette d'Ete, dalle tentazione di mollare e vendere tutto, uscendo dal mondo del calcio (e dal binomio Tod's-Firenze) alle opportunità di rilanciare e dover tirar fuori altri soldi (campagne acquisti e cittadella compresi) Il che passa anche dalla conferma o meno di Sousa, perché tale scelta comporta delle conseguenze che vanno ad intersecarsi col portafoglio.

Beh questo davvero dipende solo dallo stadio, per me. Il FFP è solo una specie di pretesto (anche considerando il suo ambiguo e ondivago enforcement) per legittimare la strategia societaria dei DV, che ovviamente non è una proprietà alla Moratti disposta a buttare centinaia di milioni per passione, ma più alla Thohir, ovvero che investe oculatamente, col fine di guadagnarci. E siccome pare chiaro dalla storia recente che senza stadio non ci si guadagna, il che vuol dire anche che senza stadio non si cresce sportivamente (o almeno è molto difficile farlo e si rischiano scottamenti tipo Rossi & Gomez), ecco che possiamo tornare direttamente al punto 3.


In buona sostanza ridurrei le scelte di Diego a due punti fondamentali:

1) Quello aziendale: continuare con l'attuale dirigenza, e quindi cambiare allenatore, rifondando un nuovo ciclo? Oppure tornare a una struttura più snella ed efficace, magari continuando il percorso iniziato dal portoghese? Magari la decisione è già presa ma prima è meglio è.

2) Quello strategico: dare una svolta alla questione stadio o desistere? Se sì, c'è un po' di speranza; se desistono, ci toccherà sperare nella prossima proprietà...
« Ultima modifica: Aprile 27, 2016, 02:13:18 pm da Stavrogin »
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #2 il: Aprile 27, 2016, 05:19:17 pm »
Adesso dico una cosa che farà arrabbiare sicuramente qualche utente, ma tant'è. Oggi, mentre ero in auto, mi sono sintonizzato per caso su una emittente fiorentina in cui parlavano di Fiorentina. All'inizio credevo che chi stesse parlando fosse un ascoltatore, uno di quelli che chiamano in radio e danno fiato alle trombe, e ho pensato va be', sarà il solito mitomane che non ha niente da fare nella vita e trae soddisfazione quotidiana chiamando le radio fiorentine per fare il proprio monologo/sproloquio sul calcio. Invece, dopo qualche secondo, ho capito che a parlare era il conduttore. Il conduttore, cioè la figura principale del programma. E diceva una serie di cose riassumibili in pochi punti:

- Chi è nato a Firenze è quasi obbligato a tifare Fiorentina per la bellezza della città (??!). Chi non lo fa è un poveraccio, solo pena per lui. Stavo quasi per chiamarlo ed interrogarlo un po' sulla storia della nostra città, curioso di sondare la sua conoscenza circa la bellezza della stessa.

- Qualche anno fa i veri tifosi non avrebbero permesso agli juventini di andare a peretola a festeggiare la squadra quasi campione d'Italia. Ergo, praticamente un palese invito alla violenza alle 17 del pomeriggio.

- Gli juventini, poverini, sono dei frustrati che trovano l'unica sodddisfazione nel tifo calcistico, aspetto marginale dell'esistenza umana. Ancora una volta, solo pena per loro. Come se a Firenze la gente non andasse ad accogliere la squadra di ritorno da una vittoria in trasferta alle tre di notte a Campo di Marte. Ma ovviamente il calcio è importante quando si vince, quando si perde è marginale.

Ora, noi possiamo fare tutti i discorsi, le analisi, le elucubrazioni e le congetture di questo mondo, ma la realtà è che gran parte dei tifosi della Fiorentina la pensano così ed agiscono così. Si tratta, in gran parte, di quelli che riempiono lo stadio (in tanti anni non sono quasi mai andato a vedere una partita al Franchi perché non mi piace buttare i soldi per non vedere una partita in un non stadio del XXI secolo). Noi diciamo (uno in particolare lo ripete di continuo) che la squadra la fa la Società. Io, salendo ancora di un gradino e continuando con lo stesso ragionamento, dico che la Società - e quindi la squadra - la fanno i tifosi. Il nostro livello di tifoseria, pur prendendo atto che sia comunque un livello superiore alla maggior parte d'Italia (e la cosa fa abbastanza riflettere), è ben esemplificato da un conduttore radiofonico di una delle principali emittenti della città che dice le cose che ho riportato sopra.

Noi parliamo di cultura vincente, di mentalità vincente, di allenatore vincente e squadra vincente e società vincente. Dovremmo anche parlare di tifo vincente, e non di gente che juve mer*a sempre.
« Ultima modifica: Aprile 27, 2016, 06:00:43 pm da Zero »
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #3 il: Aprile 27, 2016, 05:24:27 pm »
^ Bel post, ma un tantino OT non credi?  ;D

Comunque, non essendo di Firenze, non so se la tifoseria sia per lo più come quel commentatore (ma chi era? Penso che possiamo evitare remore a fare nomi e cognomi...) o meno. Voglio sperare di no.
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #4 il: Aprile 27, 2016, 05:35:59 pm »
Io, caro Zero, mi arrabbio di sicuro, avendo frequentato, e frequentando tutt'ora il vecchio caro Franchi per oltre 30 anni, forse anche di più !

Parlami un po' della tifoseria romana di quella laziale, napoletana, delle oltre 200 radio che ci sono a Roma, parlami delle "puncicate" e delle guerriglie che si scatenano nella capitale e che restano sempre impunite, delle curve sotto squalifica per cori razzisti delle milanesi, delle romane etc etc. e che non vengono mai squalificate !

I nostri non saranno tutti santi, ma c'è di peggio, molto di peggio...

Parlami dei cori xenofobi di 10 giorni fa di Torino su Firenze e sui tifosi fiorentini !

Una radio (so di quale parli) che porta all'eccesso la propria "fiorentinità" non è significativa della stragrande maggioranza di una tifoseria, illusa, sedotta ed abbandonata, a volte anche umiliata come quella viola !!!

Non mi fare incavolare, oltre ad essere completamente OT !!!!!!!!!!!!
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #5 il: Aprile 27, 2016, 05:39:34 pm »
Io, caro Zero, mi arrabbio di sicuro, avendo frequentato, e frequentando tutt'ora il vecchio caro Franchi per oltre 30 anni, forse anche di più !

Caro il Franchi lo è di sicuro. 50 euro per vedere la partita in modo decente col rischio di prendere l'acqua se piove. Uno stadio degli anni '30, rabberciato alla bell'è meglio prima di Italia '90.


Parlami un po' della tifoseria romana di quella laziale, napoletana, delle oltre 200 radio che ci sono a Roma, parlami delle "puncicate" e delle guerriglie che si scatenano nella capitale e che restano sempre impunite, delle curve sotto squalifica per cori razzisti delle milanesi, delle romane etc etc. e che non vengono mai squalificate !

I nostri non saranno tutti santi, ma c'è di peggio, molto di peggio...

Leggi con attenzione ciò che ho scritto:
[...]Il nostro livello di tifoseria, pur prendendo atto che sia comunque un livello superiore alla maggior parte d'Italia (e la cosa fa abbastanza riflettere)[...]

Parlami dei cori xenofobi di 10 giorni fa di Torino su Firenze e sui tifosi fiorentini !

Fanno il paio con i cori sull'Heysel.

Ad ogni modo, ero volutamente provocatorio, perché parli sempre della società, e io volevo dirti guarda, ok, però magari anche il tifoso medio dovrebbe un attimo farsi un esame di coscienza sulla propria dimensione.


1- struttura societaria, troppi cuochi nella cucina ..da Pradè ad Angeloni, da Pereira a ..Ramadani, da Cognigni al fratello Andrea, da Rogg a Baiesi, da Mencucci a Limatola. Non è possibile fare figure come quelle fatte per Salah, Benalouane (solo per restare alle più eclatanti, ma ce ne sarebbero tante), Urge decidere entro breve.


Concordo in pieno.


2- struttura tecnica, ormai è acclarato che anche con questo allenatore non c'è feeling, le ambizioni marchigiane non coincidono con quelle portoghesi, ogni traccheggiamento su questo argomento sarebbe deleterio, soprattutto se la squadra si qualificherà come 6^ alla prossima EL.


Congetture. A mio giudizio Sousa ha fatto ridere con le dichiarazioni in sala stampa sul calo mentale. Certe cose tienitele per te, non sbandierarle ai giornalisti sennò fai la figura del dilettante. E infatti. Credimi che Sousa a parole può dire quello che vuole sul fatto che sia vincente ambizioso eccetera. Lo dimostri coi fatti, prima.


3- stadio e cittadella; anche qui non si può più tergiversare, tutte le variabili sul tema sono sul tavolo, entro dicembre, massimo entro l'annata calcistica prossima deve arrivare o un SI' oppure un NO, non ci soono altre alternative, la politica del rimando è (dovrebbe essere) finita.


No stadio, no party. Finché i DV non saranno certi di fare fatturato la nostra dimensione sarà il range quarto-sesto posto. Ma lo stadio non si fa finché non si trovano partner finanziari in grado di coprire parte dei costi.


4- bilanci e fpf; la scelta forse primaria dalle parti di Casette d'Ete, dalle tentazione di mollare e vendere tutto, uscendo dal mondo del calcio (e dal binomio Tod's-Firenze) alle opportunità di rilanciare e dover tirar fuori altri soldi (campagne acquisti e cittadella compresi) Il che passa anche dalla conferma o meno di Sousa, perché tale scelta comporta delle conseguenze che vanno ad intersecarsi col portafoglio.


Per come i DV gestiscono le aziende, niente disavanzi dolosi. Si ripiana con plusvalenze. Ogni immissione di capitale è una sconfitta.


Una radio (so di quale parli) che porta all'eccesso la propria "fiorentinità" non è significativa della stragrande maggioranza di una tifoseria, illusa, sedotta ed abbandonata, a volte anche umiliata come quella viola !!!

La fiorentinità non c'entra niente col tifo calcistico. Gente che va in Fiesole, si tatua il giglio sul braccio e non sa nulla di Firenze. Per cortesia. Per. Cortesia.
« Ultima modifica: Aprile 27, 2016, 05:54:24 pm da Zero »
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #6 il: Aprile 27, 2016, 05:53:09 pm »
Certo che l'ho letto, ma è una riga ..nel mare !

Se poi, non sei mai venuto a vedere una partita e non hai mai respirato l'aria di questo "stadio del XXI secolo" non sai assolutamente di cosa stai parlando.

In questo stadio, bello o brutto che sia è passata tutta la storia della Fiorentina, ricordatelo un'altra volta !
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #7 il: Aprile 27, 2016, 05:58:01 pm »
Certo che l'ho letto, ma è una riga ..nel mare !

Se poi, non sei mai venuto a vedere una partita e non hai mai respirato l'aria di questo "stadio del XXI secolo" non sai assolutamente di cosa stai parlando.

In questo stadio, bello o brutto che sia è passata tutta la storia della Fiorentina, ricordatelo un'altra volta !

Sono venuto diverse volte, poi ho smesso. A me dell'aria che si respira non mi importa, voglio vedere la partita, voglio vedere la massima espressione del mio sport a me più vicina. Questo voglio vedere, non la gente che urla arbitro becco.

La storia. Per cortesia. Mi fa piacere che ci sia passata la storia (di un gioco, ricordiamocelo; di un bel gioco, ma pur sempre di un gioco). E quindi? Siamo nel duemila fottuto sedici. Ormai non prendo l'acqua nemmeno alla fermata del bus, la devo prendere per 90 minuti allo stadio.

Siamo indietro. Dio mio se siamo indietro. Anni luce proprio.
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #8 il: Aprile 27, 2016, 06:03:24 pm »
Certo che l'ho letto, ma è una riga ..nel mare !

Se poi, non sei mai venuto a vedere una partita e non hai mai respirato l'aria di questo "stadio del XXI secolo" non sai assolutamente di cosa stai parlando.

In questo stadio, bello o brutto che sia è passata tutta la storia della Fiorentina, ricordatelo un'altra volta !

Sono venuto diverse volte, poi ho smesso. A me dell'aria che si respira non mi importa, voglio vedere la partita, voglio vedere la massima espressione del mio sport a me più vicina. Questo voglio vedere, non la gente che urla arbitro becco.

La storia. Per cortesia. Mi fa piacere che ci sia passata la storia (di un gioco, ricordiamocelo; di un bel gioco, ma pur sempre di un gioco). E quindi? Siamo nel duemila fottuto sedici. Ormai non prendo l'acqua nemmeno alla fermata del bus, la devo prendere per 90 minuti allo stadio.

Siamo indietro. Dio mio se siamo indietro. Anni luce proprio.

Chi sarebbe indietro ?
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« Risposta #9 il: Aprile 27, 2016, 06:05:48 pm »
Intervengo per mediare un po', mi pare che la cosa stia prendendo senza motivo una piega accalorata.

Secondo me non state parlando della stessa cosa.
Zero parla di "fiorentinità" come caratteristica propria di Firenze e della sua gente in assoluto, alex invece usa "fiorentinità" per riferirsi specificamente al calcio.

Zero parla del Fiorentino; alex parla del tifoso viola.

E' ovvio che la tifoseria allo stadio abbia poco a vedere con i tratti profondi di un "popolo", definiti da secoli di storia e di cultura.
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #10 il: Aprile 27, 2016, 06:29:14 pm »
Certo che l'ho letto, ma è una riga ..nel mare !

Se poi, non sei mai venuto a vedere una partita e non hai mai respirato l'aria di questo "stadio del XXI secolo" non sai assolutamente di cosa stai parlando.

In questo stadio, bello o brutto che sia è passata tutta la storia della Fiorentina, ricordatelo un'altra volta !

Sono venuto diverse volte, poi ho smesso. A me dell'aria che si respira non mi importa, voglio vedere la partita, voglio vedere la massima espressione del mio sport a me più vicina. Questo voglio vedere, non la gente che urla arbitro becco.

La storia. Per cortesia. Mi fa piacere che ci sia passata la storia (di un gioco, ricordiamocelo; di un bel gioco, ma pur sempre di un gioco). E quindi? Siamo nel duemila fottuto sedici. Ormai non prendo l'acqua nemmeno alla fermata del bus, la devo prendere per 90 minuti allo stadio.

Siamo indietro. Dio mio se siamo indietro. Anni luce proprio.

Chi sarebbe indietro ?
Chiarisci bene !


Lungi da me lanciarmi in offese personali di basso livello, tranquillo.

A Firenze, in Italia, siamo indietro. Culturalmente, come approccio allo sport e al gioco. Strutturalmente, come ambiente dove si giocano le partite di calcio. Il Franchi è uno stadio imbarazzante per gli standard attuali, è lapalissiano. Che poi ci sia passata la storia della Fiorentina fa piacere ma non sono un nostalgico, mi piace guardare avanti e progredire. Vorrei avere uno stadio all'altezza dell'anno corrente e del continente Europa, e mi prende lo sconforto quando constato la situazione reale.
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« Risposta #11 il: Aprile 27, 2016, 06:40:17 pm »
A  me non interessa evidenziare la "fiorentinità" o meno per essere tifosi: ognuno è libero di tifare per qualsiasi squadra sia che sia della stessa città o di un'altra.

Ma mi da particolarmente fastidio leggere affermazioni gratuite e generalizzate, soprattutto in un topic dove si analizzava altro ed il tifo non era minimamente menzionato.

E mi fermo qui, stavolta.

In quanto allo stadio, vetusto e datato, quello è e quello rimarrà ancora per molto tempo.
Un po' d'acqua non ha mai fatto male a nessuno, basta attrezzarsi adeguatamente, se si è veramente tifosi..
Certo se uno nell'anno domini 2016 ... non si vuol mollare fa bene a stare a casa.

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« Risposta #12 il: Aprile 27, 2016, 06:54:45 pm »
A  me non interessa evidenziare la "fiorentinità" o meno per essere tifosi: ognuno è libero di tifare per qualsiasi squadra sia che sia della stessa città o di un'altra.

Ma mi da particolarmente fastidio leggere affermazioni gratuite e generalizzate, soprattutto in un topic dove si analizzava altro ed il tifo non era minimamente menzionato.

E mi fermo qui, stavolta.

In quanto allo stadio, vetusto e datato, quello è e quello rimarrà ancora per molto tempo.
Un po' d'acqua non ha mai fatto male a nessuno, basta attrezzarsi adeguatamente, se si è veramente tifosi..
Certo se uno nell'anno domini 2016 ... non si vuol mollare fa bene a stare a casa.

Vedi, tu dici che si analizzava altro, e sbagli. Le cose sono strettamente collegate, e la scelta di Diego dipende anche da quelli che, anche se so che questo termine fa rizzare i capelli ai più, sono a tutti gli effetti i clienti della società, cioè quelli che pagano - direttamente o indirettamente - la stessa per avere un servizio, ovvero guardare una partita di calcio. Io ho menzionato volutamente il tifo (in modo provocatorio: mi si perdoni, ma è nel mio carattere di fiorentino) proprio perché strettamente legato alla politica societaria, ma diciamo pure aziendale. Le scelte di qualsiasi azienda vengono fatte sulla base del comportamento dei clienti, non vedo perché l'azienda Fiorentina debba sottrarsi a questa logica. Perché la Fiorentina è un'azienda, una società per azioni. Non è dei tifosi, non è della città, ma di chi detiene la quota azionaria maggiore che sceglie cosa fare perseguendo soltanto un obiettivo: la crescita societaria in termini di fatturato ed immagine. E questa crescita passa anche per investimenti che possono o meno essere fatti sulla base della loro convenienza. Conviene investire sulla crescita della società il cui cliente tipo ha questo profilo ed è disposto a spendere questi soldi per avere questo servizio? Queste sono le domande che si fa Diego. Se Diego domani volesse investire cento, duecento milioni nella Fiorentina state pur certi che lo farebbe, così come ha voluto investirli nelle scalate in varie società. Se non lo fa è perché non gli conviene, e questo anche perché il cliente tipo ha un certo profilo, una certa volontà di spesa per il servizio attuale e, soprattutto, dei limiti in termini di numerosità (il famoso bacino di utenza).
« Ultima modifica: Aprile 27, 2016, 07:27:48 pm da Zero »
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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #13 il: Aprile 27, 2016, 11:04:10 pm »
1- struttura societaria, troppi cuochi nella cucina ..da Pradè ad Angeloni, da Pereira a ..Ramadani, da Cognigni al fratello Andrea, da Rogg a Baiesi, da Mencucci a Limatola. Non è possibile fare figure come quelle fatte per Salah, Benalouane (solo per restare alle più eclatanti, ma ce ne sarebbero tante), Urge decidere entro breve.

2- struttura tecnica, ormai è acclarato che anche con questo allenatore non c'è feeling, le ambizioni marchigiane non coincidono con quelle portoghesi, ogni traccheggiamento su questo argomento sarebbe deleterio, soprattutto se la squadra si qualificherà come 6^ alla prossima EL.

3- stadio e cittadella; anche qui non si può più tergiversare, tutte le variabili sul tema sono sul tavolo, entro dicembre, massimo entro l'annata calcistica prossima deve arrivare o un SI' oppure un NO, non ci soono altre alternative, la politica del rimando è (dovrebbe essere) finita.

4- bilanci e fpf; la scelta forse primaria dalle parti di Casette d'Ete, dalle tentazione di mollare e vendere tutto, uscendo dal mondo del calcio (e dal binomio Tod's-Firenze) alle opportunità di rilanciare e dover tirar fuori altri soldi (campagne acquisti e cittadella compresi) Il che passa anche dalla conferma o meno di Sousa, perché tale scelta comporta delle conseguenze che vanno ad intersecarsi col portafoglio.

Scelte difficili, sicuramente, ma non più dilazionabili.
Diego, solo lui, può e deve dirci quello che ha intenzione di fare.

Sulla struttura societaria si è già espresso, mai più un direttore plenipotenziario alla Corvino perchè evidentemente non riusciva a "controllarne i movimenti". Chi s'è seduto alla sua scrivania e continua a farlo nonostante le evidenti limitazioni di operatività è un connivente, per forzare la mano e vedere di sbloccare la situazione dall'impasse qualcuno dovrebbe sbattere la porta invece sono tutti con le orecchie abbassate.

La struttura tecnica, DA UNA PARTE, risente direttamente della struttura societaria caotica che c'è a monte dalla quale non riesce ad essere seguita e soprattutto supportata. DALL'ALTRA invece s'è persa in mille seghe mentali e altrettanti discorsi a vuoto perdendo il bandolo della matassa, nella fattispecie il pieno controllo dello spogliatoio: troppi patate bollenti in una sola stagione, troppi focolai interni (Suarez, Babacar, Rossi, Sepe...) senza una società in grado di estinguerli e senza un allenatore in grado di gestirli. Gli è scoppiato ogni cosa in mano. DDV sulla questione dei contratti è piuttosto lineare: hai firmato, lo rispetti. Tuttavia Gnigni in quel di Udine post-gara e intervallo s'è lasciato andare a commenti tecnici molto poco ortodossi per la sua figura, cosa che fa pensare che a monte ragionino allo stesso modo e non siano per nulla contenti.

Stadio/Cittadella è l'unico motivo che li tiene ancora qui, il giorno che tutto troverà un epilogo (ovviamente negativo, come da tradizione Fiorentina) troveranno il modo di disimpegnarsi per davvero.

Bilancio e FPF sono tenuti sott'occhio e non può essere diversamente. Giustamente. Il fatto è che sappiamo che sarebbe possibile fare calcio, e bene, anche con pochi denari immessi purchè ci siano COMPETENZA e AUTONOMIA da parte del lato tecnico della società. Sulla prima progressivamente si sono rammontati sempre più dubbi fino ad arrivare quasi all'indifendibilità, sulla seconda pare piuttosto chiaro come sia diventata una chimera.


DUNQUE, per l'immediato futuro IO mi auguro che DDV :
- scelga una nuova dirigenza che ACCETTI certe condizioni da subito e non le subisca in corsa come successo all'attuale DT Pradè. Se le accettano deve significare che devono essere sicuri di poter operare bene comunque. Quelli attuali ormai non hanno più storia qui;
- parli chiaro con Sousa e se non è più aria lo liquidi scegliendo uno che non rompa i coglioni ma possa far bene con quello che c'è;

Stop. Il resto sinceramente a me interessa molto poco, sia quanto decidono di mettere per fare mercato sia cosa dicono quando accapano a Firenze nelle loro toccate-e-fuga.
Dite qualcosa di Viola. (N. Moretti)

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Re:LE SCELTE DI DIEGO
« Risposta #14 il: Aprile 28, 2016, 05:30:30 pm »
A Zero consiglio, amichevolmente, di non ascoltare più quella radio (anche se al di là degli eccessi -il tifo stesso è eccesso- una loro logica ce l'ha, ed in fondo si tratta di un'ora tre volte la settimana), ma di sintonizzarsi su altre frequenze, per es. fm 104.7, dove troverà più o meno gli stessi concetti, ma espressi in maniera più ironica, e più squisitamente "fiorentina".

Per quanto riguarda i tifosi, posso assicurare che in oltre 30 anni di frequentazioni degli spalti si incontrano persone di tutti i tipi, la maggior parte delle quali molto divertenti e se non si è totalmente contenti dei risultati del campo, si possono sempre fare quattro risate con la caratteristica arguzia e sagacia di chi gravita a Firenze. Anche in curva.

Il tifoso-cliente, tuttavia, è un non-sense. Applicare la metodologia del marketing come se i tifosi di calcio fossero un target da aggredire come potenziali acquirenti di un telefono di nuova generazione, è profondamente sbagliato; soprattutto se lo comunichi.

Come si dice che "il cuore ha ragioni che la ragione non conosce" così vale lo stesso per il tifoso. Non si possono mescolare i clienti della Tod's coi tifosi della Fiorentina; ai primi puoi parlare con la qualità delle scarpe che vendi, ma ai secondi DEVI TRASMETTERE EMOZIONI, PASSIONALITA', ENTUSIASMO, PARTECIPAZIONE, tutte cose che i DV disattendono e non da ora !

In quanto a DIEGO, lui sa benissimo quello che vuole, e nel suo intento imprenditoriale non c'è certamente la costruzione di uno stadio nuovo, ma tale progetto è funzionale al suo obbiettivo solo se accanto ci sarà una serie di attività collaterali (cittadella) che permetteranno di fare businness.

Il calcio per lui è il mezzo, non il fine, e Firenze e la Fiorentina sono lo strumento.
Quello che io chiedo, e non da ora, è che se vogliono rimanere nel mondo del calcio, è che usino questo strumento in maniera diversa, il calcio ha ragioni che l'aziendalismo non conosce.

Handle with care. Va maneggiato con cura, non è e non sarà mai un hooby.

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Sul resto, vedremo se questo incontro Sousa-AdV, DDV o chi per loro verrà effettuato in tempi ragionevoli e brevi.
La mia sensazione è che Sousa verrà presto ... rimbalzato, come è successo ai suoi predecessori.
Qui vanno bene solo gli yes-men, chi si dissocia non ha futuro (in questa società).
..hanno undici maglie viola, il colore più bello che c'è ..