Autore Topic: Mercato estivo 2018  (Letto 92188 volte)

sololaviola

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #465 il: Luglio 16, 2018, 04:52:57 pm »
Spesso si confonde il gioco all'italiana con l'organizzazione difensiva di una squadra di calcio.
Il cd gioco all'italiana (difesa bloccata, palla lunga e contropiede) nel periodo di maggior fulgore (anni 50-60) non ha portato grandi successi a livello di competizione mondiale.  Nel '54 siamo usciti al girone, nel '58 non siamo andati neppure (come quest'anno), nel '62 fuori al girone (nonostante gli oriundi) come nel '66 con la Corea ....quindi, pur avendo i migliori difensori, non si andava lontano...

Dopo la Corea furono bloccate le frontiere, la gestione di Artemio Franchi, il più grande dirigente italiano di tutti i tempi, riorganizzo' la FIGC, e qualche risultato arrivò anche e soprattutto per la nascita di qualche fuoriclasse che cominciava ad emergere anche in una nazione che, parole di Brera, aveva sofferto la fame e non aveva gran fondo atletico, quindi doveva risparmiarsi giocando un calcio utilitaristico, cercando di controllare il gioco avversario, colpendo gli eventuali errori di presunzione delle nazionali avversarie.

I quegli anni nasceva, tuttavia, il famoso "calcio totale" di R. Michels, l'Olanda di Cruyff, che già nei primi anni'70 aveva fatto proseliti in Italia. Penso alla Ternana di Viciani  a Radice ed il Toro (dopo  i primi passi fiorentini). I Sacchi, gli Zeman sono arrivati dopo, molto dopo.

C'è  un cambio di mentalità.  Non siamo più "razza rachitica" ma il boom economico porta più alimenti nei muscoli dei calciatori italioti, ed i risultati tecnici si vedono.
Da quel momento l'italia centra 4 finali mondiali  ogni 12 anni (70,82,94,2006)

Qualcosa si è rotto, per me, principalmente sul piano tecnico. E dirigenziale.
Come non vedere raffronti tra la gestione della Federazione e quelle, più in piccolo,  della nostra cara Fiorentina ?

Alex, però la narrazione uno la può fare come gli fa comodo per far sembrare una cosa positiva o negativa. Addirittura fai entrare Ferruccio Valcareggi nel calcio totale quando è uno dei maggiori rappresentanti del catenaccio. Ti dimentichi di nominare nomi sacri della panchina come Nereo Rocco o Helenio Herrera, che hanno un palmares non certo scadente. Ma anche con Bearzot parliamo di un 5-3-2, gioco fatto sempre di recuperi e contropiede (oggi rinominate ripartenze). Bearzot ovviamente utilizzava uno sviluppo del gioco all'italiana (mica pretendi di attuare il modo di giocare del 1910?), ma sempre basato sull'attesa degli avversari. Tra l'altro il gioco all'italiana per come era inteso all'estero non è mai stato il classico catenaccio (si fa molta confusione in questo) ma la famosa zona mista, un 5-3-2 con il solo terzino sinistro a lasciare i compiti difensivi per attaccare, un mediano davanti la difesa ed il libero dietro ai marcatori. Uno dei marcatori era il terzino destro che si accentrava quando sulla destra prendeva il suo posto il numero 7, che all'epoca non si chiamava ala (anche perché i compiti erano diversi) ma tornante. La caratteristica era l'attesa degli avversari per poi ripartire. Ed in questo modulo rientrava anche Radice, ma non solo. Anche Trapattoni era un simbolo di questo tipo di gioco. L'Argentina ci vinse un mondiale con questo modulo. Se poi vogliamo andare oltre si potrebbe anche considerare il modo di giocare di Conte come un ulteriore evoluzione del gioco all'italiana.

Giusto per concludere

« Ultima modifica: Luglio 16, 2018, 05:09:58 pm da sololaviola »

sololaviola

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #466 il: Luglio 16, 2018, 04:54:54 pm »
Come avevo detto, Pasalic sfumato, va all'Atalanta, che in 4/5 giorni chiude l'acquisto.

Ora mi aspetto lo stesso per Pjaca, per poi ripiegare su nomi minori.

Ma ci sono notizie ufficiali o sono sempre notizie giornalistiche?

Eintalette

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #467 il: Luglio 16, 2018, 05:14:43 pm »
pasalic era ok in rotazione ma sinceramente dell alternativa a benassi (costato 13 milioni .. quindi deve giocare) me ne frega poco ... quello davanti alla difesa deve essere buono ... cerchiamo di fare almeno un 11 titolare competitivo ..
pjaca potrebbe finire come pasalic .. puoi avere tutte le intese col giocatore che ti pare .. ma poi con chelsea e juve devi trovare la formula .. non hai la forza di condurre la trattativa .. non sono club piccoli che si piegano ai giocatori

mi da l'idea che come anno scorso si compreranno 5 giocatori a caso negli ultimi 10 giorni .. qualcuno andrà bene qualcuno male .. abbiamo perso i primi 2 mesi per capire come andava messa la squadra in campo ... quest anno se va bene se ne perderà uno

Violeggiare

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #468 il: Luglio 16, 2018, 05:38:38 pm »
Come avevo detto, Pasalic sfumato, va all'Atalanta, che in 4/5 giorni chiude l'acquisto.

Ora mi aspetto lo stesso per Pjaca, per poi ripiegare su nomi minori.

Ma ci sono notizie ufficiali o sono sempre notizie giornalistiche?
non è ufficiale ma sembra ormai un discorso chiuso, va a Bergamo in prestito con diritto di riscatto, potrebbe essere che fosse un falso obiettivo, come fa di solito Corvino per poi chiudere con uno sconosciuto a 4 soldi.
non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta

Violeggiare

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #469 il: Luglio 16, 2018, 05:42:07 pm »
Adesso andrei da Pedulla' e gli cagherei addosso.

Sono 3 settimane che in quella trasmissione di metda dice che siamo ormai a poche ore dall'annuncio.
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Stavrogin

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #470 il: Luglio 16, 2018, 05:48:27 pm »
Per me stanno solo aspettando il TAS...
#CognigniOut

sololaviola

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #471 il: Luglio 16, 2018, 05:55:18 pm »
Come avevo detto, Pasalic sfumato, va all'Atalanta, che in 4/5 giorni chiude l'acquisto.

Ora mi aspetto lo stesso per Pjaca, per poi ripiegare su nomi minori.

Ma ci sono notizie ufficiali o sono sempre notizie giornalistiche?
non è ufficiale ma sembra ormai un discorso chiuso, va a Bergamo in prestito con diritto di riscatto, potrebbe essere che fosse un falso obiettivo, come fa di solito Corvino per poi chiudere con uno sconosciuto a 4 soldi.

Sarebbe molto strano. Non lo danno alla Fiorentina perché non vuole inserire l'obbligo di riscatto ma solo il diritto e poi lo darebbero all'Atalanta col diritto di riscatto?

sololaviola

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #472 il: Luglio 16, 2018, 05:55:47 pm »
Per me stanno solo aspettando il TAS...

Anche io lo credo. Dopo il TAS si potrà iniziare a giudicare.

Violeggiare

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #473 il: Luglio 16, 2018, 06:15:35 pm »
Il Chelsea non l'ha voluto dare a noi, tutto qua.

Mi auguro che il leccese abbia un'alternativa concreta, di giocatori bravi ne è pieno il mondo, basta svegliarsi.
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Fumogenoviola2

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #474 il: Luglio 16, 2018, 07:05:56 pm »
ahah si si aspettiamo per giudicare.
Sono solo ANNI che ci prendono per il culo ma si aspettiamo pure con fiducia.  :lachen70:

 

alex1950

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #475 il: Luglio 16, 2018, 07:48:55 pm »
Spesso si confonde il gioco all'italiana con l'organizzazione difensiva di una squadra di calcio.
Il cd gioco all'italiana (difesa bloccata, palla lunga e contropiede) nel periodo di maggior fulgore (anni 50-60) non ha portato grandi successi a livello di competizione mondiale.  Nel '54 siamo usciti al girone, nel '58 non siamo andati neppure (come quest'anno), nel '62 fuori al girone (nonostante gli oriundi) come nel '66 con la Corea ....quindi, pur avendo i migliori difensori, non si andava lontano...

Dopo la Corea furono bloccate le frontiere, la gestione di Artemio Franchi, il più grande dirigente italiano di tutti i tempi, riorganizzo' la FIGC, e qualche risultato arrivò anche e soprattutto per la nascita di qualche fuoriclasse che cominciava ad emergere anche in una nazione che, parole di Brera, aveva sofferto la fame e non aveva gran fondo atletico, quindi doveva risparmiarsi giocando un calcio utilitaristico, cercando di controllare il gioco avversario, colpendo gli eventuali errori di presunzione delle nazionali avversarie.

I quegli anni nasceva, tuttavia, il famoso "calcio totale" di R. Michels, l'Olanda di Cruyff, che già nei primi anni'70 aveva fatto proseliti in Italia. Penso alla Ternana di Viciani  a Radice ed il Toro (dopo  i primi passi fiorentini). I Sacchi, gli Zeman sono arrivati dopo, molto dopo.

C'è  un cambio di mentalità.  Non siamo più "razza rachitica" ma il boom economico porta più alimenti nei muscoli dei calciatori italioti, ed i risultati tecnici si vedono.
Da quel momento l'italia centra 4 finali mondiali  ogni 12 anni (70,82,94,2006)

Qualcosa si è rotto, per me, principalmente sul piano tecnico. E dirigenziale.
Come non vedere raffronti tra la gestione della Federazione e quelle, più in piccolo,  della nostra cara Fiorentina ?

Alex, però la narrazione uno la può fare come gli fa comodo per far sembrare una cosa positiva o negativa. Addirittura fai entrare Ferruccio Valcareggi nel calcio totale quando è uno dei maggiori rappresentanti del catenaccio. Ti dimentichi di nominare nomi sacri della panchina come Nereo Rocco o Helenio Herrera, che hanno un palmares non certo scadente. Ma anche con Bearzot parliamo di un 5-3-2, gioco fatto sempre di recuperi e contropiede (oggi rinominate ripartenze). Bearzot ovviamente utilizzava uno sviluppo del gioco all'italiana (mica pretendi di attuare il modo di giocare del 1910?), ma sempre basato sull'attesa degli avversari. Tra l'altro il gioco all'italiana per come era inteso all'estero non è mai stato il classico catenaccio (si fa molta confusione in questo) ma la famosa zona mista, un 5-3-2 con il solo terzino sinistro a lasciare i compiti difensivi per attaccare, un mediano davanti la difesa ed il libero dietro ai marcatori. Uno dei marcatori era il terzino destro che si accentrava quando sulla destra prendeva il suo posto il numero 7, che all'epoca non si chiamava ala (anche perché i compiti erano diversi) ma tornante. La caratteristica era l'attesa degli avversari per poi ripartire. Ed in questo modulo rientrava anche Radice, ma non solo. Anche Trapattoni era un simbolo di questo tipo di gioco. L'Argentina ci vinse un mondiale con questo modulo. Se poi vogliamo andare oltre si potrebbe anche considerare il modo di giocare di Conte come un ulteriore evoluzione del gioco all'italiana.

Giusto per concludere


Lo stesso dicasi per quello che si vuole leggere.

Mai citato Valcareggi, per esempio, ma ho puntato i riflettori sulla qualità tecnica di alcuni giocatori cresciuti nel periodo immediatamente successivo al dopoguerra, che avevano vinto in campo internazionale con le loro squadre di club e che avevano avuto consacrazione anche in nazionale con la vittoria all'Europeo del '68 ed il secondo posto ai mondiali messicani.

Allora l'Italia giocava a "uomo" si vedeva la scuola "italiana" di intendere il calcio, lo stesso, perdonami non può dirsi dell'Italia di Bearzot del 78 meno che meno quella dell'82. La "zona" del calcio totale qualche riflesso lo aveva pur dato anche alle  nostre latitudini (ecco i riferimenti a Viviani e Radice).

Trapattoni è l'esempio più calzante di quello che intendo tra calcio all'italiana e organizzazione difensiva.  Uno che giocava con un attacco che schierava Causio, Rossi, Boniek e Platini, tutto gli si poteva dire fuorché fosse un difensivista.  Curava la fase difensiva, ma sapeva anche organizzare gli attacchi, anche perché aveva dei signori giocatori ..e che giocatori ! Al Cagliari con le stesse idee non ha vinto una beata mazza !

La Francia ha giocato all'italiana ? Per me ha coperto la difesa poi la differenza l'han fatta Pogba, Mbappe  Guzman Matuidi e Konte.  In generale questo mondiale non ha offerto nessuno spunto di rilevanza dal punto di vista tattico, e neppure su quello tecnico: i francesi lì conoscevamo già e gli altri bravi, i Messi, i neymar hanno fatto molto fumo e pochissimo arrosto ...In generale quelli che vincono, giocatori a parte, devono organizzarsi, a partire dalla difesa, il gioco All'Italia, palla lunga e pedalare,  80 minuti a difendersi era un'altra cosa.
..hanno undici maglie viola, il colore più bello che c'è ..

sololaviola

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #476 il: Luglio 16, 2018, 09:01:23 pm »

Lo stesso dicasi per quello che si vuole leggere.

Mai citato Valcareggi, per esempio, ma ho puntato i riflettori sulla qualità tecnica di alcuni giocatori cresciuti nel periodo immediatamente successivo al dopoguerra, che avevano vinto in campo internazionale con le loro squadre di club e che avevano avuto consacrazione anche in nazionale con la vittoria all'Europeo del '68 ed il secondo posto ai mondiali messicani.

Allora l'Italia giocava a "uomo" si vedeva la scuola "italiana" di intendere il calcio, lo stesso, perdonami non può dirsi dell'Italia di Bearzot del 78 meno che meno quella dell'82. La "zona" del calcio totale qualche riflesso lo aveva pur dato anche alle  nostre latitudini (ecco i riferimenti a Viviani e Radice).

Trapattoni è l'esempio più calzante di quello che intendo tra calcio all'italiana e organizzazione difensiva.  Uno che giocava con un attacco che schierava Causio, Rossi, Boniek e Platini, tutto gli si poteva dire fuorché fosse un difensivista.  Curava la fase difensiva, ma sapeva anche organizzare gli attacchi, anche perché aveva dei signori giocatori ..e che giocatori ! Al Cagliari con le stesse idee non ha vinto una beata mazza !

La Francia ha giocato all'italiana ? Per me ha coperto la difesa poi la differenza l'han fatta Pogba, Mbappe  Guzman Matuidi e Konte.  In generale questo mondiale non ha offerto nessuno spunto di rilevanza dal punto di vista tattico, e neppure su quello tecnico: i francesi lì conoscevamo già e gli altri bravi, i Messi, i neymar hanno fatto molto fumo e pochissimo arrosto ...In generale quelli che vincono, giocatori a parte, devono organizzarsi, a partire dalla difesa, il gioco All'Italia, palla lunga e pedalare,  80 minuti a difendersi era un'altra cosa.

Valcareggi lo hai citato con i mondiali. Se scrivi che c'è un cambio di mentalità e poi nomini la finale del 1970 stai citando Valcareggi ed il suo gioco ultra difensivo.

Ma poi come non legare la marcatura a uomo con Bearzot? Ma ci siamo dimenticati la partita Italia-Argentina e Gentile su Maradona? Bearzot non ha mai praticato il gioco a zona., Tra l'altro con il libero in campo dubito si attuasse uno stile di gioco del genere.

Ma guarda che il problema nasce dal fatto di considerare il catenaccio e basta come il gioco all'italiana. Quello è stato la partenza della nostra tipologia di gioco (tra l'altro mi sembra che fu inventato in Svizzera), l'abbiamo sfruttato, abbiamo vinto molto, ma poi si è evoluto. Si è evoluto proprio nel gioco di Bearzot, di Trapattoni, di Radice. Ti posto un articolo di Brera, non l'ultimo dei coglioni, che commentava all'indomani la nostra vittoria al mondiale

Citazione
Io triumphe, avventurata Italia! il terzo titolo di campione ti pone accanto al magno Brasile nella gerarchia del calcio mondiale. Hai strabiliato solo coloro che non te ne ritenevano degna, non certo coloro che sanno strologare a tempo e luogo sul mistero agonistico del calcio. La tua vittoria è limpida, pulita: non e neppure venuta dal caso, bensì da un'applicazione soltanto logica (a posteriori!) del modulo che ti è proprio, e in tutto il mondo viene chiamato all'italiana. Eri partita misera outsider, fra lo scetticismo di tutti coloro che prendevano alla lettera i principi enunciati dal tuo bravissimo e un po' fissato Ct Egli straparlava da anni di imporre il proprio gioco. Ha tentato di farlo e si è amaramente accorto di non averne. L'ha tentato con squadre che gioco non avevano a lor volta. Per Ia miseria d'un gol ha preceduto il Camerun, evitando uno smacco insopportabile per Ia tua storia gravida di eventi e di allori.       

In questo primo turno abbiamo un po' tutti ringhiato il nostro orgoglio deluso. Ia nostra inaccettabile mortificazione. Ma poche parole scambiate con il Ct mi avevano convinto d'un sospetto fondato: egli predicava male con Ia riposta intenzione di razzolare bene. II caso ha voluto che cadesse per il secondo turno nella fossa dei Ieoni sudamericani: con te, misera Italia. Ia superba Argentina, il tracotante Brasile. E allora il Ct è stato gloriosamente costretto a smentirsi. Ha impostato partita difensiva con I'Argentina e l'ha battuta in breccia. Ha dato nuovo e inatteso lustro alla scuola italiana, da troppi mal giudicata (perche egli stesso, il Ct, contribuiva a smentirne il prestigio con affermazioni contrarie). Santo catenaccio ha gloriosamente attentato alle funzioni epatiche di Luis Cesar Menotti, che ci aveva accusato di passatismo cronico, edi imperdonabile ritardo storico. Pensa te il bischero della Plata!

Contro il Brasile, quasi Ia stessa musica. Anche il Brasile aveva battuto l'Argentina, però umiliandola secondo fantasie che molto avevano del rituale africano. Nessuno al mondo avrebbe osato sperare nel miracolo di un'altra vittoria italiana. E invece ha propiziato il nuovo miracolo l'ingenua galloria dei brasiliani, dimentichi d'un assioma fondamentale del gioco: il safety first (primo non prenderle) degli antichi maestri inglesi. Bastava ai brasiliani il pareggio per accedere alle semifinali: hanno dimenticato Ia difesa mandando anche i terzini a cercare Ia vittoria. Noi abbiamo fatto esattamente il contrario. E' per giunta rifiorito Rossi sulla contorta e bassa siepe del nostro orto improvvisamente dilatato, e aperto ai miracoli. I pavoni brasiliani non si sono accorti di Rossi, non l'hanno degnato d'un guardo. Ha segnato tre gol e ne ha sbagliato un quarto, il più facile, subendo per giunta un rigore. Di goleada avrebbero dovuto perdere i brasiliani. Sono stati risparmiati dalla fortuna, che i malevoli e i fessi consideravano fin troppo favorevole a noi. Mi sono accorto a questo punto che capitare nel gruppo dei più forti era stata una bazza autentica. Non avendo gioco, l'Italia esaltava quello degli altri, se ne avevano: e certo non ne erano privi i piu forti. Così abbiamo moltiplicato le doti tradizionali delle nostre difese. E molto avremmo gradito che, per onestà critica, il commissario tecnico Bearzot riconoscesse questa virata di bordo.

II Ct è onesto: chi gli ha mancato di rispetto al difuori della tecnica ha fatto molto male, ha offeso il buon senso e Ia logica, tanto rari fra gli italioti, che per contro asseriscono di sprecare l'intelligenza (ormai sono convinto che costituisca un'aggravante). Per le semifinali, Ia Polonia ha perso Boniek, il suo solo elemento di classe internazionale, e noi avevamo squalificato Gentile, eversore di Maradona e di quanti altri hanno osato giocare contro di lui (eufemismo). II velocissimo Lato è stato preso in consegna da un giovane appena diciottenne, il bassaiolo Bergomi. Rossi ha segnato due gol. La Polonia ha giocato male e noi non abbiamo giocato bene. in quanto il nostro, cara e smandrippata Italia, è solo contro-gioco. Ma i due bellissimi gol di Rossi ci hanno assicurato Ia finale: per Ia quale si sono classificati anche i tedeschi. Era un onore e un pericolo affrontare quei marcantoni che in certo modo erano subentrati all'Italia nell'egemonia del calcio europeo. Però si era detto chiaro (noi) che, se avessero osato assumere l'iniziativa del gioco, anche ai tedeschi sarebbe toccata Ia sorte dell'Argentina e del Brasile.

I tedeschi avevano una paura fottuta nel primo tempo, durante il quale non hanno mai osato distendere i loro attacchi. L'Italia era priva di Antognoni. Questa apparente jattura ha incoraggiato il Ct a confermarsi difensivista con tanta felice paura da mentarsi oggi il titolo di difensivista ad honorem. Ha rinunciato a sostituire Antognoni in centrocampo ed ha infoltito Ia difesa. Il giovane Bergomi si è preso Rummenigge e l'ha letteralmente cancellato. II magnifico Collovati ha ridotto Fischer al suo standard di mediocre (sul piano internazionale). Gentile. Sala-ed-Din ha annichilito il vivace Littbarski e Tardelli ha controllato Breitner, Oriali Dremmler, Cabrini Kaltz, terzino d'ala distaccato a fare il mortaista dall'out. La mossa di Bergomi e le giuste contrarie adottate per controllare l'attacco e il centrocampo tedesco costituiscono un merito grande per il nostro Commissario Tecnico. Egli ha fatto ricorso senza falsi pudori al culto della difesa e Santo Catenaccio l'ha ripagato con Ia puntuale solerzia del taumaturgo di elezione. I tedeschi non hanno toccato terra. Nel primo tempo hanno accennato al forcing senza mai liberare un uomo. Nel secondo si sono un poco più arrischiati in avanti e li ha subito colti Ia folgore di Rossi. Nel primo tempo ci siamo concessi l'ineffabile lusso di sbagliare un rigore. A parte ho raccontato perché. Giocare da outsiders una finale mondiale non è emozione da poco. I nostri prodi ne apparivano oberati fino al groppo in gola, all'inane balbettio, alla rinuncia. Secondo i sacerdoti del bio-ritmo. Antognoni sarebbe stato in giornata infausta Così anche Graziani, che Ia rabies teutonica ha subito umiliato per le terre. II solo Conti ha giocato all'altezza del suo valore. Paolo Rossi volitava smarrito fra punte e gomiti ostili (i due Foerster, e quel truculento Stielike). Altobelli ha il solo vero merito d'un lancio che ha indotto Briegel a perpetrare rigore su Conti. Poi, come sappiamo, quel rigore l'abbiamo felicemente mancato.

Alla ripresa, ci siamo presentati convinti che Ia retrovia avrebbe tenuto. I tedeschi hanno assunto un forcing più fiducioso: hanno tentato un gioco esaltando puntualmente Ia dialettica del nostro contro-gioco (se cito padre Hegel, non abbiatevene a male). Per un guizzo fulmineo è rifiorito il genio di Rossi. Quanto conta, fratelli, avere uno che sa goleare! Una volta rotto il ghiaccio, si può anche segnare dopo cinque passaggi cinque in area tedesca. II cuore fa indegni capitomboli nel vecchio petto ammaccato da tanti eventi che furono: pero quei satanassi ci provano: tocco, ritocco e al fin della licenza non tocco. Bensì porto Ia botta. Il gol di Tardelli è quanto di più elegante sia stato visto da queste parti. voglio dire in una finale di campionato del mondo che toglie fantasia anche ai poeti e santitità di propositi ai santi.

La finale mondiale è una prova dura, acre, ammorbante, velenosa, per giocar bene Ia quale bisogna appartenere ai fenomeni in terra. Io non ho mai visto brillarvi nemmeno Pelè. II peso della responsabilità è tale che aggiunge i suoi gravami morali alle ruggini bio-chimiche della stanchezza. Stralunati automi obbediscono a schemi che hanno dentro come memorie tecniche e agonistiche. Non inventano più nulla: possono solo impedire che s'inventi. Bearzot l'ha capito e merita dieci. Tardelli ha persino superato l'impasse tentando istintivamente una conclusione-d'una dolcezza a dir poco sadica: non proprio il pallonetto, ma Ia battuta beffarda nell'angolo opposto a quello che stava disponendosi a presidiare il portiere tedesco. Sul 2-0 ho acchiappato il mio cuore tarlato e bislacco e l'ho rimesso dove suole pompare secondo necessità logica. II terzo gol è stato un contentino, e così il primo dei tedeschi, povere anime.

Ora ti metto in guardia, cara vecchia smandrippata Italia. Sentirai irridere ai tedeschi, alla Ioro condizione amara, ai Ioro errori tecnico-tattici. Reagisci con forza: richiama gli invidiosi e gli imbecilli alle più normali consuetudini della storia e soprattutto della storiografia. Annibale e Napoleone vengono celebrati come geni della guerra. Ci si è mai domandato perche? Che diamine: perché gli storici scrivono per i vincitori di quei geni inarrivabili. Ora tu, cara vecchia smandrippata Italia, hai sfruttato appieno le virtù della tua indole. dunque della tua cultura specifica. Non si vince un mondiale senza storia; non si arriva senza nerbo ne valore a una finale mondiale. Con nerbo e valore ci sono arrivati i tedeschi. Con bravura estrema li ha battuti l'Italia. ln alto allora le bandiere e i canti per l'Italia tri-campeona del mundo: in alto le bandiere e i canti per chi se l'è meritato. AI diavolo i malevoli i cacaminuzzoli gli invidiosi gli incompetenti i pirla i fessi ai quali non è piaciuta la vittoria italiana. Io triumphe, avventurata Italia. Dovessi per un mese cantare le tue caste glorie, ebbene, lo farei con grato entusiasmo. E grazie a voi, benamati brocchetti del mio tifo, benamati fratelli miei in mutande. Avevo pur detto che Paolo Rossi in trionfo è tutti noi. II terzo titolo mondiale dell'Italia non si discute come non si discutono i miracoli veri. Adios, intanto tia Espana, adios.

Quindi il gioco all'italiana è stato catenaccio e palla lunga ma dopo ha visto modificare il suo stile. Lo ha visto modificare anche per sopravvivere al gioco a zona, che lo metteva in grossa difficoltà. Ma rimase l'attesa degli avversari come punto cardine. E potevi attendere anche con quattro attaccanti (Ravanelli a Torino faceva il terzino). Ed alla fine  è quello che ha fatto la Francia. Lasciava sfogare la Croazia e ripartiva con Griezmann e Mbappè, con il classico contropiede, con quello che una volta era criticato da tutti fuori dall'italia.


Violeggiare

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #477 il: Luglio 16, 2018, 09:42:41 pm »
Siete leggermente off topic

Siete su Mercato 2018
non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta

alex1950

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #478 il: Luglio 16, 2018, 10:15:50 pm »
Stiamo parlando, sia pure con opinioni diverse, comunque di calcio.
Di mercato, per adesso, almeno io, ne ho visto un po' ..pochino ....
..hanno undici maglie viola, il colore più bello che c'è ..

sololaviola

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Re:Mercato estivo 2018
« Risposta #479 il: Luglio 16, 2018, 11:17:02 pm »
Parliamo di moduli anche in prospettiva mercato. E il tutto si lega anche al discorso Milenkovic terzino ed alla necessità o meno di comprare/vendere dei terzini destri...  ;D